Moody’s taglia rating italiano: da A3 si scende a Baa2. I motivi del declassamento

L’agenzia di rating Moody's declassa i bond italiani e la prospettiva economica futura dell'Italia rimane negativa

Moody’s taglia rating italiano: da A3 si scende a Baa2. I motivi del declassamento

ROMA, 13 LUGLIO – L’agenzia di rating Moody’s ha declassato i titoli di Stato italiani di altri due gradini, facendoli passare da A3 a Baa2, soltanto due livelli al di sopra dei “titoli spazzatura”.

La notizia è arrivata nella notte, proprio mentre il presidente del Consiglio Monti atterrava in Idaho (Stati Uniti), per partecipare alla Allen Conference di Sun Valley, che raduna i maggiori esponenti della finanza e del mondo dei media Usa, con lo scopo di convincere gli stranieri a investire in Italia.

Il tempismo non è stato dunque dei migliori, come fatto presente anche da Simon O’Connor, portavoce del commissario Ue agli Affari Economici Olli Rehn, che ha definito la decisione di Moody’s “inappropiata e discutibile”, anche a causa della coincidenza con l’asta di titoli di Stato italiani prevista per oggi.

I motivi del declassamento

La scelta del “downgrade” e del mantenimento di un “outlook” negativo sarebbe riconducibile al probabile incremento dei costi di finanziamento del debito italiano, a causa della fragilità della fiducia nel mercato, del rischio di contagio da parte di Grecia e Spagna e dei segni di erosione mostrati dagli investimenti stranieri.

Moody’s si dice inoltre preoccupata dalla fonte di rischio costituita dall’attuale clima politico italiano, per via dell’avvicinarsi delle elezioni che si terranno la prossima primavera: le forze politiche sembrano infatti intenzionate a frenare l’azione del governo a causa del peso delle misure di austerity gravanti sulla popolazione.

L’agenzia prospetta poi un deterioramento della situazione economica, nonostante le “misure e riforme positive” previste dal governo italiano, come conferma anche lo slittamento di due anni del raggiungimento del pareggio di bilancio.

La reazione di Passera

Il ministro per lo Sviluppo Passera ribatte risentito: “il giudizio è del tutto ingiustificato e fuorviante, poiché non tiene conto del grande lavoro che il Paese sta facendo”.

Beatrice Amorosi
beatrice.amorosi@gmail.com

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