Costa Concordia, Schettino a Canale 5 per 50mila euro. Quasi quattro volte il risarcimento ai naufraghi

Infuriano le proteste attraverso la rete

Costa Concordia, Schettino a Canale 5 per 50mila euro. Quasi quattro volte il risarcimento ai naufraghi

MILANO, 11 LUGLIO – Cinquantamila euro per un’intervista. Si parla di crisi, ma per fare audience Mediaset non si risparmia a mettere e mani nel portafoglio, soprattutto quando di mezzo c’è una tragedia. In questo caso, però, non è la cifra a destare scalpore, ma l’intervistato: Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, ovvero la nave da crociera naufragata all’Isola del Giglio il 13 gennaio scorso con oltre 4mila persone a bordo. Le vittime del naufragio sono state 32 e 2 di queste non sono state ancora trovate.

Ieri sera, su Canale 5 durante il programma Quinta Colonna, è andata in onda una lunga intervista in cui il comandante Schettino ha provato a raccontare la sua verità. Per ottenere l’intervista, il sito NotteCriminale riporta che si sarebbe scatenata una vera e propria asta, in cui Mediaset ha avuto la meglio. Sempre sul sito, viene evidenziata come l’operazione permetta a Schettino di essere «pagato fior di quattrini per difendersi e riscattarsi agli occhi dell’opinione pubblica».

Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), è andato giù duro sulla questione, sottolineando soprattutto come il compenso che riceverà Schettino è quasi quattro volte il risarcimento per i sopravvissuti all’incidente: «È assurdo che per rilasciare l’intervista di questa sera, in onda su Canale 5 al programma Quinta Colonna, l’ex comandante della Costa Concordia riceverà 50mila euro. Soprattutto se paragonati ai soli 14.000 euro di risarcimento per i passeggeri che hanno rischiato la vita».

Selvaggia Lucarelli è stata ancora più diretta. Sul blog DavideMaggio viene riportato l’eloquente invito della blogger e scrittrice a boicottare la trasmissione: «Danno 50 mila euro a Schettino per andare ospite a Quinta Colonna. Stasera tutti su un altro canale cazzo!». L’idea del boicottaggio della trasmissione condotta da Salvo Sottile è stata parecchio quotata, visto che su Twitter era stato lanciato l’hashtag “#iononguardoschettino”, diventato subito popolarissimo.

La possibilità di rilasciare una intervista a pagamento era un’idea tutt’altro che improvvisata, come si può evincere dalle dichiarazioni di uno dei legali del comandante, l’avvocato Paolo Bastianini a Grazia Longo della Stampa, che aveva già affermato di voler affidare la voce di Schettino a determinati gruppi editoriali. Il tutto per «massimizzare l’interesse del comandante Schettino».

In effetti, sembrerebbe che la famiglia Schettino viva un difficile momento economico e, secondo l’agenzia Ansa, dietro la decisione di aspettare fino ad ora per parlare ci sarebbe stata la scelta di concedersi ad interviste in esclusiva e a pagamento.

E Mediaset che dice? In realtà poco o nulla, visto che non ha rilasciato commenti in merito all’intervista, ricordando, però, come la prassi delle esclusive sia molto comune quando si tratta di personaggi importanti o eventi drammatici. Il conduttore di Quinta Colonna, Salvo Sottile, ha negato più volte su Twitter di aver pagato Schettino: «Noi non paghiamo nessuno».

In tutto questo, Schettino ha avuto almeno la possibilità di chiedere scusa: «Nell’incidente, non solo viene identificata la nave e un’azienda, viene identificato il comandante quindi è normale che io debba chiedere scusa a tutti come rappresentante di questo sistema. Il mio cordoglio, il mio affetto più sincero va alle persone che purtroppo non ci sono più».

Giovanni Gaeta

 

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