Vadim Piccione, un ragazzo sfortunato fin dalla nascita

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RAVENNA, 10 LUGLIO - “Sfortunato fin dalla nascita”. E’ stato questo, nelle parole di papà Giuseppe, il triste destino di Vadim Piccione, il ragazzo ventiduenne trovato morto domenica mattina nelle acque del Marano a Riccione.

L’infanzia trascorsa in un grigio orfanotrofio in Bielorussia dove lo aveva abbandonato piccolissimo la madre naturale, e dove ci sono finestre troppo piccole per intravedere un briciolo di speranza per una vita felice al di fuori delle mura spesse e fredde.

Due angeli arrivati dall’Italia avevano provato a salvarlo, Giuseppe Piccione e sua moglie gli avevano dato una famiglia. Ma al destino è difficile opporsi.

LA RICOSTRUZIONE

Papà Giuseppe ha capito immediatamente che qualcosa non andava quando non lo ha visto rientrare a casa sabato mattina, certe cose un genitore se le sente. Inoltre il ragazzo avvertiva sempre quando faceva tardi o non rientrava a casa. Questa volta di lui nessuna notizia.

Venerdì sera Vadim si era recato a Riccione con alcuni suoi amici per partecipare alla prima serata della “Notte Rosa” e avrebbe dovuto riprendere il treno all’alba di sabato per tornare a casa, invece di lui nessuna traccia. Il padre, sentiti gli amici che non lo vedevano dalla sera prima quando si erano divisi e persi in mezzo alla folla riccionese, si è precipitato di persona a Riccione e ha lanciato l’allarme ai carabinieri.

Ore di trepidazione per la famiglia Piccione, fino alla triste notizia di domenica mattina quando il corpo senza vita di Vadim è stato rinvenuto delle acque del Marano.

LE INDAGINI

I carabinieri di Riccione stanno cercando di far luce sulle cause che hanno portato al decesso del ventiduenne ravennate. In queste ore stanno sentendo i 6 amici che erano con Vadim quella sera e che sono rientrati a Ravenna senza di lui.

Sebbene  il corpo sia stato trovato in acqua e il ragazzo non sapesse nuotare, pare da escludere l’ipotesi che sia morto per annegamento: erano decine di migliaia le persone che affollavano Riccione quella notte e qualcuno avrebbe dovuto accorgersi di un ragazzo che stava annegando. Anche l’ipotesi rapina non trova conferme, al momento del ritrovamento il ragazzo aveva ancora con sé il portafoglio e una catenina d’oro.

Solo l’autopsia della Gottoressa Donatella Fedeli, incaricata oggi dal Gip, potrà far luce sulla triste sorte del giovane Vadim.

Gli investigatori hanno lanciato un appello a tutti quelli che si trovavano a Riccione quella sera, chiunque abbia visto Vadim è pregato di contattare i carabinieri di Riccione.

Simone De Rosas
derosas.simone@gmail.com

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