Valentino: lo storico marchio di moda ceduto ai reali del Qatar

Valentino: lo storico marchio di moda ceduto ai reali del Qatar

MILANO, 10 LUGLIO – Dopo i francesi, dopo i cinesi, dopo i kazaki e gli arabi di Dubai, adesso nel lusso italiano è la volta del Qatar. Il marchio Valentino si appresta ad essere ceduto e secondo la stampa inglese a comprare sarà proprio la famiglia reale del piccolo Stato che si affaccia sul Golfo Persico e che in Italia ha già fatto dello shopping: sono noti  l’hotel Gallia a Milano e  la Costa Smeralda in Sardegna.

Stefano Sassi, l’amministratore delegato della maison, ha dichiarato ieri in un comunicato di aver «garantito un periodo di trattative in esclusiva», che terminerà «durante il mese di luglio» a «uno dei potenziali compratori, che ha espresso interesse per l’elevato potenziale di Valentino nel lungo periodo». Ma non ha fatto nomi e ha negato che la vendita sia già stata conclusa come, invece, sul mercato si sosteneva.

Secondo le indiscrezioni circolate, l’emiro del Qatar sarebbe pronto a valutare il 100% di Valentino quasi 600 milioni di euro, più di 27 volte il suo ebitda (margine operativo lordo). Nel 2011 la maison (escluse cioè le licenze di M Missoni e Marlboro Classics) ha, infatti, realizzato 322,4 milioni di euro di ricavi (+48,1%) e 22,1 di ebitda (7,5 milioni nel 2010, mentre il risultato netto è ancora negativo).

Nei primi sei mesi 2012 il fatturato è stato di 186 milioni di euro (+23%). Se sulla Costa Smeralda, sull’hotel Gallia e su altre partite come Harrod’s a Londra e il Paris Saint-Germain, il Qatar si è mosso attraverso il suo fondo sovrano, il Qatar Investment Authority, dotato di 65 miliardi di dollari (circa 52 miliardi di euro) di capitali, questa volta l’interesse poterebbe essere direttamente della famiglia reale. Si racconta, infatti, che la moglie favorita dell’emiro sia una grande estimatrice degli abiti Valentino.

Però, in questi mesi sono circolati anche il nome della coreana Lg Fashion e della spagnola Puig come possibili pretendenti. La cessione riguarderebbe il solo marchio Valentino ed eventualmente le licenze M Missoni e Marlboro, non invece il colosso tedesco Hugo Boss che fa capo agli stessi azionisti della maison milanese.

Valentino è posseduto dalla società lussemburghese Red & Black Lux sarl, che fa capo per il 78% al fondo Permira , e ad alcuni suoi co-investitori, e per il 22% ad alcuni rami della famiglia Marzotto (9,5% Paolo Marzotto, 12,5% dalla Zignago Holding dei fratelli Luca, Nicolò, Gaetano e Stefano Marzotto oltre allo zio Giannino Marzotto).

L’attuale assetto azionario risale al 2007, nell’ambito di quella che è stata la maggior acquisizione del lusso: a vendere fu quello che era, allora, il grande gruppo Marzotto. Una parte della famiglia rimase azionista di Valentino a fianco del fondo di private equity Permira. Nell’ambito della riorganizzazione che è seguita a quell’operazione, Valentino e Hugo Boss, pur avendo gli stessi azionisti, sono state “separate” “societariamente” e il marchio ha trovato strada verso la ripresa con gli stilisti Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Tanto che solo pochi mesi fa la maison diceva che per Permira non era venuto il momento di vendere e i Marzotto palesavano di voler mantenere l’investimento. Oggi chiaramente un ripensamento.

L’italianità del marchio Valentino rimarrà intatta?  La speranza è che chiunque sarà l’acquirente, se ci sarà, mantenga intatta l’italianità del marchio e non disperda il lungo lavoro fatto fin ora: percorso non sempre scontato, come altre recenti esperienze documentano, ma non impossibile.

Maria Francesca Cadeddu
m.francesca1011@gmail.com

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