Olimpiadi Londra 2012: il modello di Steve Haake e l’indice di miglioramento delle performance

Quali saranno le performance da record?

Olimpiadi Londra 2012: il modello di Steve Haake e l’indice di miglioramento delle performance

Usain Bolt, il velocista giamaicano sarà uno dei protagonisti assoluti alle Olimpiadi di Londra 2012 BOLOGNA, 10 LUGLIO – Le Olimpiadi di Londra 2012 sono alle porte e dal 27 luglio al 12 agosto  terranno incollati allo schermo milioni di appassionati, e non,  in tutto il mondo per centinaia di gare in oltre trenta specialità. Sport ad ogni ora e tv sempre sintonizzata sui canali tematici.

Ma quali saranno le competizioni da non perdere?

Steve Haake, direttore del Centre for Sports Engineering dell’università di Sheffield in Inghilterra, forse proprio per il timore di confondersi di fronte a un’offerta agonistica di tutto rispetto (c’è perfino il wrestling). Le sue conclusioni indicano che sarà bene dare un’occhiata ai 100 metri, perché da lì potrebbero arrivare non poche emozioni; inutile stare davanti alla tv, invece, quando ci sarà il lancio del giavellotto o le gare di nuoto, perché, improbabilmente, in queste specialità potranno arrivare nuovi record.

Haake lo sostiene grazie a un modello da lui sviluppato, il cosiddetto “indice di miglioramento della performance”: avvalendosi di concetti semplici della scienza fisica ha messo a confronto gli incrementi relativi delle prestazioni dei migliori atleti in diversi sport lungo l’arco degli ultimi cento anni. Da qui, il ricercatore si è reso conto del fatto che, per esempio, la performance nello sprint dei 100 metri sta gradualmente, ma ineluttabilmente aumentando, mentre per il giavellotto e il nuoto pare essere stato raggiunto un livello stabile o addirittura un abbassamento di livello, un decremento nelle prestazioni.

Spesso e volentieri, spiega Haake, i cambiamenti nelle performance degli atleti dipendono da innovazioni tecnologiche,  che hanno fatto irruzione nel mondo dello sport cambiandone volto e prospettive, cambiandone l’immagine.

Nel caso dei 100 metri, il ricercatore sottolinea che uno sprint nelle prestazioni si è avuto a metà degli anni ’70 con l’avvento del cronometraggio automatico; da allora le performance non hanno avuto battute d’arresto per cui si può supporre che forse anche Londra 2012 incoronerà un nuovo uomo più veloce del mondo, se sia Bolt o un altro super-atleta, questo il modello non sembra in grado di prevederlo.

Diverso il caso del giavellotto, gara che secondo Haake si preannuncia noiosetta, spiega il ricercatore: «Le performance sono migliorate fino a metà degli anni ’80 quando le autorità cominciarono a interrogarsi sulla sicurezza degli spettatori. Inoltre, a quell’epoca i giavellotti atterravano molto “piatti” ed era difficile stabilire con precisione dove la punta avesse colpito il suolo; così, l’International Association of Athletic Federations (IAAF) modificò le caratteristiche dei giavellotti regolamentari spostandone il baricentro verso la punta di circa 4 centimetri. In questo modo oggi cadono meno piatti, ma la loro “corsa” possibile si è ridotta di circa 9 metri».

Qualcosa di simile è successo nel nuoto: nel 2008 e 2009 sono stati battuti rispettivamente 25 e addirittura 47 record, ma accadde soprattutto grazie all’uso di costumi speciali che poi sono stati banditi dai regolamenti delle competizioni ufficiali. Erano infatti molto stretti e riducevano la sezione trasversa dei corpi degli atleti, facendoli assomigliare di più a dei cilindri e per questo riducendone la resistenza all’acqua; per di più erano in poliuretano, un materiale che modifica il modo con cui l’acqua si muove attorno al corpo.

Sembra molto difficoltoso, oggi, superare quei record, meglio, dunque, concentrarsi su gare dove la tecnologia sembra aver detto tutto come lo sprint.

Anche se poi, indici e tecnologia a parte, nella realtà bisogna fare i conti con la fisiologia umana, con la comparsa nelle scene sportive di super uomini, esseri super dotati per natura, sempre pronti a stupire gli animi degli spettatori.

Staremo a vedere…

Maria Francesca Cadeddu
m.francesca1011@gmail.com

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