Processo Ruby, la Minetti ha impegni in Regione e non si presenta in aula

Processo Ruby, la Minetti ha impegni in Regione e non si presenta in aula

Nicole Minetti, consigliere regionale Pdl della Regione LombardiaMILANO, 10 LUGLIO – Nicole Minetti, consigliere Pdl della Regionale Lombardia, non si è presentata all’udienza del “processo Ruby”, in cui l’ex premier Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. La stessa Minetti, insieme a Lele Mora ed Emilio Fede, è imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel processo parallelo, il cosiddetto “Ruby bis”.

L’accusa aveva citato la Minetti come testimone, ma il consigliere lombardo, come aveva già anticipato venerdì scorso, non si è presentata al Palazzo di Giustizia di Milano, motivando la sua assenza per un legittimo impedimento: la seduta del consiglio regionale sull’approvazione del bilancio. Raggiunta nella bouvette del Pirellone, dove ha sede il Palazzo della Regione, la Minetti non ha rilasciato alcuna dichiarazione sul processo in corso, ma si è fermata a parlare con i giornalisti ai quali ha offerto un caffé.

LE QUATTRO TESTIMONI

La deposizione della Minetti è stata rinviata al prossimo venerdì e con lei devono essere ancora ascoltati dall’accusa altri quattro testimoni: Silvia Trevaini, le gemelle Imma e Concetta De Vivo, nonché il padre di queste, Enzo. Il processo potrebbe subire un’accelerazione, perché la procura ha già tagliato una quarantina di testimoni e la difesa potrebbe non avvalersi di alcuni dei suoi teste, circa una ventina.

MICHELLE, PAPI E LELE MORA

I giudici, intanto, hanno accolto la richiesta della difesa, per la quale non saranno ammesse le domande relative ai contatti telefonici che “l’imputato parlamentare” Silvio Berlusconi ha avuto con la stessa Minetti e Michelle Conceicao, in quanto la Camera, infatti, non ha dato l’autorizzazione alle domande sui tabulati telefonici nel processo. La Conceicao è una testimone chiave, in quanto ha ammesso di aver visto la giovane marocchina Karima El Mahroug, in arte Ruby, fare sesso a pagamento con il leader del Pdl.

Il procuratore Ilda Boccassini, inoltre, ha reso noto che la Procura di Milano non si avvarrà delle testimonianze né di Karima, né di Lele Mora, quest’ultimo in carcere da più di un anno per bancarotta fraudolenta. Mora ha mandato una lettera al presidente del collegio Giulia Turri, in cui informa sulla sua volontà di non rispondere.

Giovanni Gaeta
giogaeta@interfree.it

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