Roger Federer, sette volte King of Wimbledon

Roger Federer, sette volte King of Wimbledon

LONDRA, 9 LUGLIO – Gli aggettivi per definirlo sono finiti da un pezzo, dopo due anni di sconfitte nei grandi slam, lo svizzero Roger Federer torna a trionfare in quella che è la culla del tennis mondiale, il tempio di Wimbledon. Con questo successo sale a 7 trionfi sull’erba inglese, eguagliando il suo idolo Pete Sampras. A soccombere in finale è stato l’inglese Andy Murray, beniamino di casa ed eroe britannico. Contro sua maesta Roger nulla ha potuto.

IL MATCH – La finale non è stata una partita facilissima per Federer. Parte male lo svizzero, subito breakato da Murray che sembra decisamente più pimpante e in partita. Roger accenna una reazione nel primo set, ma è ancora troppo impreciso, e Murray conquista la prima frazione con il punteggio di 6-4. Nel secondo set la musica cambia, nonostante non sia il miglior Federer visto nel torneo, sembra aver iniziato a carburare. Lo scozzese non ci sta ed è pronto a sferrare l’attacco decisivo per mandare ko il gigante che gli sta di fronte. La possibilità gli si presenta, ma Murray non riesce a sfruttare le due palle break concesse. Sul 6-5, viene fuori l’esperienza dello svizzero, che ruba il servizio all’avversario e chiude il secondo set 7-5. IL terzo set si apre con la sospensione del match per pioggia sull’1-1. Al rientro in campo Federer alza il ritmo e tira fuori dei colpi straordinari, prima con il rovescio e poi con la combinazione servizio-dritto. Murray resiste, ma dopo il break sul 2-1, crolla e lascia spazio al dominio incontrastato di King Roger.

Il sette volte campione di Wimbledon è concentratissimo, non sbaglia più un colpo, e regala pochi margini di rientro all’avversario. Il quarto set si chiuderà 6-4 con un tripudio per lo svizzero e con altrettanti applausi destinati allo scozzese Murray.

LA STORIA – Ormai nulla più può far svanire dalle pagine più belle dei libri di storia, i trionfi di un uomo dotato di una classe sopraffina, che ha saputo soffrire per due anni e mezzo(non vinceva uno slam dall’australian open di due anni fa) lo strapotere fisico di Nadal e la costanza del tennis di Djokovic. Nella storia del tennis, per ora, ci entra solo lui, sua maestà Roger Federer.

ONORE A MURRAY Per lo scozzese si tratta della quarta finale dello slam persa, per di più questa in casa e con un pubblico da stadio, di calcio. Ha dichiarato di aver giocato una buona partita prendendo spesso le decisioni giuste, non si può dargli torto. Ha beccato l’avversario sbagliato, e come tutti gli altri si è dovuto arrendere alla classe di Federer.

Angelo Tosiani

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