Bosone di Higgs, siamo solo agli inizi

Emozione italiana per la scoperta del bosone di Higgs. Il fisico Andrea Perrotta fra i responsabili del «Trigger»

Bosone di Higgs, siamo solo agli inizi

REGGIO EMILIA, 9 LUGLIO – Andrea Perrotta, 47 anni, ricercatore dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, è stato uno degli scienziati che ha contribuito alla scoperta del ‘Bosone di Higgs’. Reggiano, ha trascorso gli anni del liceo dietro i banchi dell’istituto scientifico Spallanzani, e si è poi laureato in Fisica a Bologna. Ora è uno dei responsabili del Trigger per l’esperimento Compact Muon Solenoid (CMS), un enorme apparato costituito da rivelatori di particelle, collocato in uno dei punti in cui vengono fatti urtare fra di loro i fasci di protoni accelerati dal Large Hadron Collider (LHC) del CERN. Una vita tra Reggio, Bologna e Ginevra.

La rivelazione del bosone di Higgs, che è stata fatta contemporaneamente dai due esperimenti CMS e ATLAS, è un grosso successo scientifico. Acquisire dati con precisissimi strumenti per svelare i segreti della fisica; in poche parole è questo il lavoro svolto dalle migliaia di ricercatori di tutto il mondo. Le collisioni che vengono prodotte, grazie alla trasformazione di una parte dell’altissima energia in massa, creano numerosissime particelle le cui proprietà sono misurate proprio dai rivelatori di cui si occupa il fisico reggiano. Rivelatori che hanno ‘catturato’ il bosone.  Successo, quindi, ottenuto anche grazie alla passione e al duro lavoro di una mente reggiana.

IL FISICO NUCLEARE PERROTTA RACCONTA LA SCOPERTA

Il fisico nucleare italiano racconta: «È stata una grande emozione soprattutto per tutti i gruppi che ci lavorano da una vita. Sapevamo che il ‘Modello Standard’, quello che descrive con grande precisione tutta la fisica fondamentale conosciuta, doveva necessariamente avere un meccanismo in grado di fornire una massa alle particelle che lo compongono. E il meccanismo che i fisici teorici hanno previsto per generare le masse nel modello è proprio il meccanismo di Higgs. La scoperta che abbiamo fatto al Cern è stata la conferma, a lungo cercata, dell’esistenza di questo meccanismo»

«Ora comincia lo studio vero e proprio delle proprietà della particella che abbiamo osservato– dichiara entusiasta il fisico reggianoUna nuova fase della ricerca». 

Il CMS, dove lavora Perrotta, è situato in uno dei quattro punti dove collidono i due fasci di particelle che circolano in direzione opposta all’interno del famoso superacceleratore di particelle del Cern, situato in un tunnel sotterraneo di ben 27 chilometri, tra Francia e Svizzera: «un “cilindro” con due “tappi” alle estremitàspiega Perrotta lungo più di venti metri e largo quasi quindici, pesa 12.500 tonnellate, ed é composto da diversi sottorivelatori, ciascuno specializzato nel rivelare le diverse particelle che vengono prodotte nell’urto protone-protone, o a identificarne le proprietà. Il gruppo di Bologna in cui lavoro ha contribuito in particolare alla progettazione e costruzione del rivelatore centrale di muoni (particelle fondamentali».

E il nostro Perrotta? «Adesso io mi occupo del Trigger dell’esperimento. Il Trigger è quella parte del sistema di acquisizione dei dati che deve decidere in tempo reale se il risultato di un urto è potenzialmente un evento interessante, e va pertanto salvato su disco e processato per le analisi ulteriori, oppure se può essere ignorato, come accade alla maggior parte dei venti milioni di urti che avvengono nei punti di interazione di LHC ogni secondo».

BOSONE DI HIGGS: SIAMO SOLO AGLI INIZI

Il lavoro è solo iniziato.  Ma sottolinea il ricercatore reggiano: «Il lavoro è solo iniziato, ora dobbiamo capire se quello che abbiamo trovato è in effetti proprio il bosone che era stato teorizzato da Higgs, o qualcosa di più complicato che svolge la stessa funzione di fornire massa alle particelle fondamentali, ma in maniera più complessa. La ricerca continua. Certo che con il risultato reso pubblico in questi giorni, che rappresenta il coronamento di un lavoro che dura da più di venti anni, ci siamo fatti un bel po’ di pubblicità…».

Maria Francesca Cadeddu
m.francesca1011@gmail.com

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