Omicidio Davide Fortuna: La ricostruzione e la faida di Vibo Valentia

Omicidio Davide Fortuna: La ricostruzione e la faida di Vibo Valentia

VIBO VALENTIA, 7 luglio – Proseguono le indagini sull’omicidio di Davide Fortuna, 31 anni, freddato con cinque colpi di pistola ieri pomeriggio sulla spiaggia di Vibo Marina, località Pennello.

Il vice questore Antonio Turi e il procuratore Mario Spagnuolo della Polizia di Stato, che si occupano del caso, sono sempre più convinti che l’episodio sia riconducibile alla faida tra le famiglie di Piscopio e Stefanaconi (due piccoli comuni in provincia di Vibo Valentia) che si contendono il controllo sul territorio vibonese.

A conferma della pista che porta alla criminalità organizzata, il fatto che il fascicolo d’indagine, dopo gli atti urgenti, possa essere trasferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

L’OMICIDIO

Stando alla ricostruzione di Polizia e Carabinieri intervenuti sul posto subito dopo l’omicidio, e alle testimonianze delle persone presenti in spiaggia, Davide Fortuna ieri pomeriggio era appena tornato da un bagno in mare e stava giocando coi due figli di 8 e 10 anni.

Un uomo con in testa un casco integrale si è avvicinato e gli ha sparato al torace cinque colpi di pistola, una Calibro 9, uccidendolo senza neppure lasciargli il tempo di fuggire. Un’esecuzione in piena regola.

La moglie di Fortuna, Vanessa Mazzei, è invece riuscita ad allontanarsi portando con sé i due figli; le centinaia di persone che si trovavano nella spiaggia di Pennello in quel momento, nel panico, sono anch’esse scappate alla ricerca di un riparo dagli spari.

Il killer è stato poi immediatamente raggiunto da un complice su una moto ed è fuggito, non prima di aver sparato in aria un colpo a scopo intimidatorio: infatti, è stato trovato un bossolo a pochi metri dal luogo in cui Fortuna è stato ucciso.

Polizia e Carabinieri concordano nel sostenere che l’agguato sia stato eseguito con estrema precisione e freddezza, quindi da un killer professionista.

Nella notte sono state interrogate decine di persone che si trovavano in spiaggia al momento della sparatoria, ma nessuna ha saputo fornire elementi utili alla ricostruzione o al riconoscimento del sicario e del complice sulla moto.

LE RIPRESE DELLA TELECAMERA DI VIDEOSORVEGLIANZA

All’esame degli inquirenti ci sono al momento le immagini riprese ieri da una telecamera di videosorveglianza che si trova sulla strada di accesso a Pennello. Queste immagini potrebbero essere molto preziose nel permettere di riconoscere almeno l’uomo che guidava la moto, perché, a differenza dell’omicida, era a volto scoperto.

Inoltre, a poca distanza dalla spiaggia è stato ritrovato uno scooter bruciato, che si è scoperto essere stato rubato qualche giorno fa, e che con molta probabilità potrebbe essere il mezzo utilizzato dai due uomini.

LA FAIDA DI VIBO VALENTIA

È sempre più certa l’ipotesi che riconduce l’omicidio di Davide Fortuna alla lotta tra famiglie della criminalità organizzata per il controllo del territorio di Vibo Valentia.

In particolare, il tragico episodio di ieri pomeriggio rientrerebbe nella faida tra i Patania di Stefanaconi e alcune famiglie di Piscopio, dette Piscopisani e legate ai Commisso di Siderno.

Davide Fortuna era appunto originario di Stefanaconi, e viveva da alcuni anni a Vibo Valentia con la famiglia.

Davide era cugino di Francesco Scrugli, assassinato lo scorso 21 Marzo a Vibo Marina in un edificio di proprietà di Davide poco distante dalla spiaggia in cui ieri si trovava con la famiglia.

Dopo questo episodio di sangue, ad Aprile vennero arrestati altri due cugini di Davide Fortuna: Rosario Battaglia e Raffaele Moscato, trovati in possesso di armi clandestine con le quali molto probabilmente stavano progettando la vendetta di Scrugli.

Ilaria Facchini

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