Papua Nuova Guinea, giustizieri cannibali a caccia di streghe. Ne divorano sette!

PAPUA NUOVA GUINEA, 6 LUGLIO– Non avete sbagliato a leggere il titolo di questo articolo e né tantomeno ho sbagliato a scriverlo. Tutto vero. La notizia è raccapricciante e  fa rabbrividire pensare ad una cosa del genere. Impossibile pensare che esistano ancora popolazioni che si nutrono di carne umana che pensare a persone che diano ancora la caccia alle streghe.

Ci troviamo a pochi chilometri dall’evoluta e moderna Australia che vede l’estremità settentrionale del Queensland separata da qualche goccia dell’Oceano Pacifico dalla Papua Nuova Guinea. Un paio di giorni fa la polizia di Port Moresby, capitale della Papuasia (altro nome più conosciuto di Papua Nuova Guinea), ha scoperto i resti di sette donne in quattro diversi accampamenti nella zona, nella provincia di Madang. Raccapricciante davvero la scoperta fatta dai poliziotti che hanno rinvenuto gli avanzi del macabro rituale di un gruppo di giustizieri cannibali che, convinti dell’esistenza delle streghe, hanno pensato bene di andare a caccia, a seconda di quanto dicono, accompagnati dalla presenza di spiriti guida, trasformando l’antica arte venatoria del cacciare in un autentico ed orrendo massacro. Scovate le donne i guerrieri cannibali le hanno uccise e poi divorate, per questo motivo 12 persone sono state arrestate ed accusate di omicidio volontario e cannibalismo.

Altri mangiatori di uomini sono ricercati dalla polizia locale, come afferma il responsabile provinciale della polizia, Anthony Wagambie e le indagini sono ancora in corso.

In un primo momento gli inquirenti avevano pensato che i responsabili di tali efferati delitti fossero esponenti della setta del culto del ‘cargo’ (culto è basato sulla richiesta di beni e merci, i ‘cargo’, delle culture avanzate attraverso rituali magici o pratiche religiose) che opera nella stessa zona, ma quando si è scoperto che si trattava di atti di cannibalismo veri e propri allora le indagini hanno preso un’altra piega portando all’arresto delle dodici persone.

Difficile da credere che in un mondo moderno, civile ed evoluto ci si possa ancora imbattere in queste storie.

Francesco Amato

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