Che cos’è lo Spending review

Tagli su pubblica amministrazione, auto-blu, forze armate e giustizia, oltre a riduzione e accorpamento delle province. No ai tagli su università e mini-ospedali

Che cos’è lo Spending review

ROMA, 6 LUGLIO – La notte scorsa è stato approvato in Senato il decreto legge sulla “spending review”, volto a garantire un risparmio di 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 per il 2013 e di 11 per il 2014, oltre a consentire la posticipazione dell’aumento dell’Iva all’estate 2013.

Il Presidente del Consiglio Monti l’ha definito “sforbiciata ponderata”, non basata quindi sui tanto paventati “tagli lineari”.

CHE COS’E’ LO SPENDING REVIEW 

Ecco nel dettaglio le principali novità:

SOSTEGNO AI TERREMOTATI: tra il 2013 e il 2014 verranno stanziati complessivamente 2 miliardi di euro in favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

TAGLI AL PERSONALE DELLA P.A.: si prevedono riduzioni del 20% tra i dirigenti e del 10% per gli altri livelli della pubblica amministrazione.

SALVAGUARDIA DEGLI ESODATI: saranno stanziati 1,2 miliardi a partire dal 2014 a sostegno di altri 55.000 lavoratori rientranti nella categoria dei cosiddetti “esodati”.

NO AI TAGLI DEI MINI-OSPEDALI: gli ospedali più piccoli non saranno eliminati; viene fissato solo un tetto massimo di spesa per dispositivi medici pari al 4,8%.

TAGLI ALLE AUTO-BLU: per i contestatissimi mezzi di trasporto non si dovrà superare il 50% della spesa dello scorso anno.

RIDUZIONE DELLE FORZE ARMATE: si prevedono tagli almeno del 10%, accanto a quelli sulle missioni di pace, sul Fondo per gli armamenti e sugli stanziamenti per le vittime dell’uranio impoverito.

INTOCCATA L’UNIVERSITA’: non saranno realizzati i tagli per 200 milioni di euro che dovevano essere destinati alle scuole paritarie.

RIDUZIONE DELLE PROVINCE: le attuali 110 province italiane saranno portate a 50; verranno inoltre istituite 10 città metropolitane entro il primo gennaio 2014.

TAGLI ALLA GIUSTIZIA: saranno eliminati 300 uffici giudiziari, per un risparmio pari a 50 milioni di euro.

Beatrice Amorosi

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