Lucio Dalla, l’eredità perduta di Marco Alemanno

Lucio Dalla, l’eredità perduta di Marco Alemanno

BOLOGNA, 5 LUGLIO – Sono ormai centoventi giorni che la casa di Via  Massimo D’Azeglio attende che il suo proprietario, il “Commendator Domenico Sputo” (il nome che Lucio Dalla aveva voluto sul campanello) decida di tornare. Un’attesa destinata purtroppo a rimanere vana.

Sembra ancora impossibile che quel “folletto” con cui a tutti i bolognesi è capitato di incrociare lo sguardo decine di volte per i vicoletti più antichi della città dotta, non ci sia più. Un uomo della strada che appariva sempre così gioiosamente umano anche a dispetto di una raggiunta notorietà mondiale.

Non c’era volta in cui passando per Piazza Maggiore, la sua “Piazza Grande”, non avesse un sorriso o una parola per i tanti che lo salutavano. Non capitava mai che non si fermasse ad ascoltare i musicisti di strada di cui era grande appassionato, ad applaudirli e perché no, incoraggiarli con una monetina, per chi, più sfortunato di lui, coltivava lo stesso amore per la musica.

Ora in Via D’Azeglio non ci sono più sorrisi, c’è solo un silenzio carico di tensione a causa della divisione della sua eredità.

L’EREDITA’ PERDUTA

Lucio Dalla non ha lasciato un testamento. Invano i curatori hanno cercato negli studi notarili di mezza Bologna. Niente.

Era probabilmente troppo poco terreno per pensare a un testamento, avrà immaginato che un giorno la morte gli sarebbe andata in contro, lui di risposta gli avrebbe cantato una delle sue canzoni più belle e lei sentita quella dolce melodia, se ne sarebbe tornata indietro senza fare tante storie.

Purtroppo non è stato così e ieri si è conclusa l’opera del commercialista Massimo Gambini, incaricato dal tribunale di inventariare tutte le proprietà di Lucio Dalla e gli introiti derivanti dai diritti d’autore. Come era facile immaginare, in assenza di un testamento tutte le proprietà saranno divise tra i parenti più vicini. Nei fatti: quattro cugine di secondo grado e due figli di una quinta cugina scomparsa recentemente (inutile dire che i sei hanno accettato di buon grado l’eredità).

MARCO ALEMANNO

Nulla andrà a Marco Alemanno, il compagno di vita di Lucio, sebbene si fosse sperato in un primo momento che i parenti avrebbero acconsentito a dividere una parte di eredità con lui. Così non è stato. “Mi hanno tolto le chiavi, cambiato le serrature. Ho solo la parte mia”, aveva dichiarato qualche settimana fa, da oggi potrebbe addirittura finire in mezzo a una strada. Chissà quanto sarà triste Lucio che certamente lo ama ancora da lassù.

FONDAZIONE LUCIO DALLA

Anche il destino della Fondazione destinata ai giovani talenti che sarebbe dovuta nascere subito dopo la morte del cantautore sembra appeso a un filo. Non c’è infatti nessuna certezza che i parenti decidano di destinare una parte dei proventi dell’eredità alla realizzazione dell’opera da sempre sognata da Dalla.

Simone De Rosas

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