Bosone di Higgs: la scoperta della particella di Dio e gli applausi

Provata l'esistenza del bosone di Higgs : la particella all'origine dell'Universo

Bosone di Higgs: la scoperta della particella di Dio e gli applausi

BOLOGNA, 5 LUGLIO – Dopo cinquant’anni la milanese Fabiola Gianotti e l’americano Joe Incandela, portavoce dei rispettivi esperimenti, hanno illustrato questa mattina davanti alla comunità scientifica del Cern le loro conclusioni dell’ultima fase di indagini iniziata nel dicembre dell’anno scorso quando, sempre qui al Cern, avevano presentato i primi indizi dell’esistenza della particella. Le incertezze del passato sono definitivamente cadute. Ma con una doppia sorpresa.

«Il bosone di Higgs – spiega Guido Tonelli, portavoce dell’esperimento CMS sino a qualche mese fa – non solo ora lo abbiamo davanti agli occhi ma ha anche aperto una nuova fisica. Le sue caratteristiche sono un po’ diverse da come la teoria l’aveva immaginato e presenta alcune anomalie che prospettano nuovi mondi della conoscenza da indagare. Ed è quello che faremo nei prossimi mesi». Ma la materia rappresenta solo il 4 per cento dell’universo conosciuto, il rimanete 96 per cento è materia oscura ed energia oscura, così chiamate perché non se ne conoscono le caratteristiche. «Proprio le nuove anomalie intraviste nel bosone di Higgs, potrebbero costituire l’anello di congiunzione con la realtà che ancora ignoriamo – ha sottolineato Rolf Heuer, direttore generale del Cern – Per questo abbiamo raggiunto una tappa fondamentale nella conoscenza della natura».

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APPLAUSI

Lunghi applausi hanno seguito le presentazioni di Joe Incandela e Fabiola Gianotti che insieme hanno coordinato il lavoro di tremila scienziati. E Fabiola per nulla emozionata dall’evento spesso divagava con qualche battuta per far sorridere i colleghi seri consapevoli del grande momento.

In prima fila l’ideatore, Peter Higgs, membro della Royal Society ingelse, classe 1929, evidentemente commosso, «mai stato così felice» ha sussurrato, infatti, lo scienziato davanti alla standing ovation che la comunità del Cern gli ha tributato.

Una scoperta che gli varrebbe a buon diritto il massimo riconoscimento, il premio Nobel, ma lui con grande ironia scherza:  «non ho amici intimi nel comitato!».

Grandi soddisfazioni tra i ricercatori: «un sogno per un risultato così eclatante– ha affermato Guido Tonelli, ricercatore al Cern e all’Infn.

Per costruire questi risultati oggi raggiunti  ci sono voluti anni e anni di lavori e migliaia e migliaia di persone: un lavoro di squadra di dimensioni inimmaginabili, e circa seicento sono stati gli italiani al lavoro.

Il bosone di Higgs, una scoperta sensazionale per la fisica,  un grande stimolo per  tutta la “ricerca”: il lavoro di migliaia di ricercatori, una grande commistione di teste, di discipline in squadra, una geniale “big idea” che pian piano diventa certezza. “Combattere” insieme quello che ancora ignoriamo, questa dovrebbe essere la missione di tutti gli Stati.

Se non altro sarebbe un apprezzabile sforzo,: conoscere almeno un poco del meraviglioso mondo, che durante la nostra breve vita abitiamo, invece che distruggerlo a colpi di bombe; sarebbe una vera conquista, un possesso per sempre e per tutti.

Maria Francesca Cadeddu

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