Provata l’esistenza del bosone di Higgs: la particella all’origine dell’Universo

Provata l’esistenza del bosone di Higgs: la particella all’origine dell’Universo

GINEVRA, 4 LUGLIO – Il bosone di Higgs, la cosiddetta «particella di Dio», esiste ed è stata catturata finalmente senza alcun dubbio nel superacceleratore Lhc del Cern di Ginevra, il più grande acceleratore al mondo, il tunnel di 27 km in cui sono riprodotte le condizioni dell’universo una frazione di secondo dopo la sua nascita.

I due esperimenti (ATLAS E CMS) che lo ricercavano con tecnologie diverse sono giunti allo stesso risultato: la sua energia si esprime tra 125 e 126 GeV (miliardi di elettronvolt) e quindi conferma l’ultimo tassello rimasto aperto del Modello Standard, la teoria che spiega la struttura di base della natura.

Secondo la teoria, senza il bosone le particelle che compongono l’universo sarebbero rimaste una zuppa informe, senza massa.

È stata ribattezzata col nome di «particella di Dio» perché grazie ad essa ogni cosa ha una massa e, di conseguenza, la materia esiste così come la conosciamo; i fisici preferiscono, invece, usare una definizione più tecnica, bosone di Higgs.

Il bosone di Higgs è importante, infatti, perché è la particella che garantisce la massa a tutte le altre particelle subatomiche della materia della quale anche noi siamo formati. La conferma arriva dall’aver raggiunto da parte dei ricercatori gli ambitissimi «5 sigma», il valore che garantisce l’altissima probabilità della sua presenza. La ricerca era cominciata nel lontano 1964 quando il fisico britannico Peter Higgs aveva previsto teoricamente la sua esistenza.

LA TEORIA DI HIGGS

«Una conferma di qualcosa che ho fatto quarantotto anni fa. È soddisfacente aver trovato ragione», è il fisico britannico a parlare, oggi a 83 anni, è il suo momento.

Lui che nel lontano 1964 teorizzo l’esistenza del bosone come mattone fondamentale della materia, grazie al quale ogni cosa ha una massa, che da lui prende nome.

Higgs elaborò la sua teoria nel 1964 mentre passeggiava per le colline scozzesi, quando all’improvviso è corso in laboratorio dichiarando di aver maturato «one big idea», una grande idea.

Higgs, pur dichiaratamente ateo, sembra si sia dispiaciuto del soprannome “particella di Dio” dato alla sua “idea” in quanto lo scienziato temerebbe che questa definizione possa in qualche modo offendere le persone religiose.

Il fisico precisa «la scoperta è la fine di un era per la fisica futura: è come se fosse stato completato il modello standard, d’ora in poi lo studio della fisica potrà andare oltre e speriamo che abbia collegamenti interessati  cosmologia e materia oscura».

Maria Francesca Cadeddu

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