Tony Marciano e i Gionta. Stroncato il clan camorristico di Torre Annunziata

Tony Marciano e i Gionta. Stroncato il clan camorristico di Torre Annunziata

NAPOLI, 5 LUGLIO – Ventidue persone, raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Claudia Picciotti su richiesta dei pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa della DDA, sono state arrestate questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata.

Con l’accusa di spaccio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravati dal metodo mafioso e dal carattere transnazionale dell’attività illecita, sono ritenute affiliate al clan camorristico Gionta.

Tra loro il cantante neomelodico Tony Marciano, che durante l’arresto non ha perso la verve da consumato uomo di spettacolo e ha affermato, riferendosi ai giornalisti assiepati davanti alla sua casa: «Se faccio un concerto neanche vengono tutte queste telecamere».

Le indagini hanno dimostrato che i ventidue arrestati trafficavano dall’Olanda ingenti quantitativi di cocaina, hashish, marijuana e amnesia (un mix di marijuana di pessima qualità e altre sostanze psicotrope molto pericolose che determinano, appunto, l’amnesia e hanno effetti deleteri sul sistema nervoso centrale) per poi spacciarli a numerose piazze gestite o controllate dai Gionta a Torre Annunziata e dintorni.

Tony Marciano sarebbe addirittura tra i finanziatori e gli organizzatori di questo giro di spaccio.

Le intercettazioni ambientali hanno inoltre rivelato che il cantante si rendeva disponibile a trasportare ingenti quantitativi di stupefacenti, insomma a fare il corriere, quando gli altri si rifiutavano per paura di essere arrestati.

CHI E’ TONY MARCIANO

Tony Marciano, all’anagrafe Ciro, originario di Torre Annunziata, è un cantante neomelodico molto conosciuto dalla sue parti che ha raggiunto l’apice del successo nel 1986 col disco “Io sono meridionale” vendendo 150mila copie.

Grande notorietà sta raggiungendo in queste ore il suo recente brano “Nun ciamm arrendere” (non ci dobbiamo arrendere), un attacco canoro ai pentiti di Camorra accusati di aver perso l’omertà e aver fatto cadere un impero; nello stesso brano, poi, Marciano afferma tranquillamente di essere latitante da un anno ma che “non mi faranno perdere la dignità”.

Ironia della sorte, proprio le testimonianze di quei pentiti hanno contribuito al suo arresto e a quello degli altri ventuno affiliati ai Gionta.

MARCIANO E I GIONTA

Le confessioni dei collaboratori di giustizia hanno inoltre indicato Marciano come un personaggio molto vicino al clan, che veniva costantemente invitato alle cerimonie private degli affiliati e degli esponenti di quella organizzazione ma anche della cosca dei Gallo.

Le sue esibizioni venivano retribuite anche con l’elargizione di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina e crack di cui Marciano è abituale consumatore.

Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare che gli stessi dischi erano pubblicati a spese degli affiliati, e che canzoni come “Nun ciamm arrendere” e  “Nun po ferni” «veicolano messaggi chiaramente apologetici della camorra e volti a disprezzare la figura dei collaboratori di giustizia».

Ilaria Facchini

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