Costa Concordia, ancora misteri sul naufragio del Giglio

Si indaga su presunti malfunzionamenti e disposizioni di bordo non applicate correttamente

Costa Concordia, ancora misteri sul naufragio del Giglio

GROSSETO, 3 LUGLIO – A sei mesi dal naufragio della Costa Concordia ci sono ancora molti punti oscuri su ciò che accadde veramente quella notte. Il mistero si è fatto ancora più intricato quando si è scoperto che il 9 di gennaio, 4 giorni prima dell’incidente, la Costa Concordia aveva segnalato una serie di anomalie a bordo e aveva concordato con la ditta di riparazioni un intervento per il 14 gennaio a Savona. I sistemi di bordo segnalavano infatti un mal funzionamento del VDR «la scatola nera» e del Martec il sistema di gestione dell’energia elettrica a bordo. Inoltre pare che le porte stagne fossero aperte senza le autorizzazioni necessarie e che alcune mappe di navigazione non fossero state approvate.

Mentre Francesco Schettino tentava la manovra dell’ “inchino” che la notte del 13 gennaio scorso portava la Costa Concordia a schiantarsi contro gli scogli dell’Isola del Giglio, a bordo della nave alcune strumentazioni erano mal funzionanti e alcuni parametri di controllo non erano eseguiti correttamente. E’ questa una delle prime verità che sta emergendo dall’incidente probatorio in corso a Grosseto.

09 GENNAIO

Il 9 di gennaio, 4 giorni prima dell’incidente costato la vita a 32 persone, la Costa Concordia aveva segnalato l’avaria di alcuni sistemi di bordo e aveva concordato con la ditta di riparazioni un intervento a bordo per il 14 gennaio, giorno in cui la nave avrebbe dovuto fare scalo al porto di Savona.

VDR MAL FUNZIONANTE

L’avaria più importante rilevata dai tecnici incaricati di far luce sull’incidente è quella del VDR. Il VDR, più comunemente noto come «scatola nera» infatti non funzionava correttamente e come evidenziato dal professor Bruno Neri, uno dei periti che rappresenta le parti civili, il VDR non ha effettuato registrazioni dopo le 23.36. Sono assenti quindi i dati sui momenti più concitati e importanti dell’affondamento della Concordia, sarà possibile per i tecnici recuperarli parzialmente solo attraverso l’analisi del computer di servizio, un dispositivo non “stagno” che può essere soggetto a manipolazioni.

SISTEMA MARTEC

L’energia elettrica a bordo della nave Concordia è controllata dal sistema Martec, un dispositivo che se in avaria (come pare fosse quel giorno ndr) può causare l’assenza di elettricità e quindi il mal funzionamento di alcune strumentazioni di bordo essenziali per la navigazione.

PORTE STAGNE APERTE

La notte del 13 gennaio le porte stagne della nave erano aperte, situazione severamente proibita durante la navigazione. E’ possibile infatti navigare con le porte “tagliafuoco” aperte solo con l’autorizzazione della Capitaneria di Porto, di cui non era in possesso la Costa Concordia. Sebbene la compagnia si affretti a precisare che non risulta “dai dati presenti nel VDR (la «scatola nera» ndr) che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema Martec che controlla l’energia elettrica”, tutti ricordano l’audio delle urla dell’ufficiale di guardia Giovanni Iaccarino: “ C’è acqua che entra dalle porte tagliafuoco, continua a entrare acqua dalle porte tagliafuoco”. Lo stesso Simone Canessa, uno degli ufficiali che si trovava in plancia quella tragica notte dichiara a verbale che lasciare le porte stagne aperte era “una prassi utilizzata durante la navigazione per favorire il flusso delle persone che dovevano lavorare”.

MAPPE NON APPROVATE

Anche le mappe dei percorsi della Concordia sarebbero sotto inchiesta della Procura di Grosseto, pare infatti che non tutti i percorsi segnalati fossero stati precedentemente approvati dall’autorità marittima.

Simone De Rosas

Leave a Reply

Your email address will not be published.