Franco Lori, le accuse del padre: «Mio figlio sano come un pesce. Bambini non erano sotto controllo»

Franco Lori, le accuse del padre: «Mio figlio sano come un pesce. Bambini non erano sotto controllo»

PRATO, 28 GIUGNO – L’autopsia sul cadavere di Franco Lori, lo scout di 11 anni deceduto durante un’escursione sul monte Calvana a Prato, stabilirà le cause della morte: «Le indagini sono a 360 gradi», ma fra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori c’è anche quella che alla base del malore ci sia «un problema congenito». È quanto spiegano dalla procura di Prato in merito all’indagine aperta sull’accaduto. Al momento non ci sono indagati.

In procura si spiega che gli investigatori stanno ascoltando alcuni responsabili della gita e che sarà deciso se disporre o meno l’autopsia. A quel punto ci saranno eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. In procura si ricorda come il bambino deceduto sia l’unico ad essersi sentito male e che al momento non emergono cause chiare del decesso.

IL PADRE: «Mio figlio era sano come un pesce, magari sudava molto ed infatti gli avevo raccomandato di portarsi più bottiglie di acqua piccole» Franco era un bambino massiccio. Undici anni, quasi un metro e settanta. Preferiva, come raccontano i genitori, la playstation all’attività all’aria aperta, per questo i genitori avevano pensato che quella gita con la parrocchia (ne aveva fatte altre nei giorni scorsi) potesse essere l’occasione giusta per fare sane amicizie. Lui e la sua famiglia si sono trasferiti a Paperino da meno di un anno e abitano proprio davanti alla parrocchia.

Il padre Stefano fa il camionista, casalinga la madre, Franco il loro unico figlio. Il papà di Franco la rabbia che ha dentro la sussurra appena, si lascia sfuggire qualche parola: «secondo me i bambini non erano sotto controllo», ma lo sguardo è impassibilmente triste. La sua è una rabbia di un padre che ha perso il suo unico figlio in un’escursione della parrocchia. Strascica fuori dal portafoglio l’unico ricordo del figlio, una fototessera: «andava ai campi estivi da una quindicina di giorni, non era proprio contento ma pensavamo che gli potesse servire per fare amicizia: il primo giorno è tornato piangendo perché gli avevano strappato la maglia, ma poi dopo la visita al lago dove aveva fatto il bagno era tornato contento».

Ieri Franco pare non ci dovesse andare sulla Calvana: lo ribadisce più volte a telefono la cugina, la prima ad arrivare in ospedale insieme alla mamma di Franco: «Un ragazzo sanissimo, qualcuno ci dica come sia potuto succedere, ci dicano dove li hanno portati a fare quell’escursione», si chiedono i familiari.

Stefano, il padre, ripete: «ora gli amici li troverà in Paradiso»… e aggiunge, poi, con grande dolore: «ho perso l’unico figlio che la vita ormai potesse regalarmi».

Maria Francesca Cadeddu

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