Cosenza: un bambino di sette anni racconta la sua storia di brutalità e violenza

Cosenza: un bambino di sette anni racconta la sua storia di  brutalità e violenza

I genitori sono stati arrestati su richiesta della Procura di Cosenza. Ora il bambino di trova in una casa d’accoglienzaCOSENZA, 26 GIUGNO – Non si può restare impassibili davanti a questa notizia.

Due coniugi un quarantenne e una trentottenne di San Marco Argentano, paesino nella Media Valle Crati nel Cosentino, sono stati arrestati per lesioni e violenza sessuale nei confronti del figlio, un bambino di sette anni;  è stata notificata una ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza.

LA STORIA – La storia è venuta alla luce grazie all’attenzione di un insegnante. L’insegnante aveva notato, infatti, nei comportamenti del  bambino una strana aggressività: il bimbo era scontroso, introverso e irruente, si esprimeva con parole volgari e toccandosi le parti intime. Proprio questo suo comportamento ha indotto l’accorto insegnante a richiedere l’intervento degli assistenti sociali. A loro il bambino avrebbe riferito di una realtà domestica infernale, fatta di torture con fiammiferi e candele che gli ustionavano parti del corpo, botte con la cinghia, calci, pugni e di violenze sessuali e psicologiche che avrebbe sopportato fin dalla tenera infanzia; da piccolo veniva legato mani e piedi al seggiolone, poi indotto ad assistere agli amplessi dei genitori, il bambino è stato anche ripetutamente seviziato con vari oggetti.

LE INDAGINI E L’ARRESTO . Sia da una visita sul bambino che in casa sono stati trovati riscontri a questa drammatica situazione. Così è scattata la denuncia alla Procura.

Gli abusi iniziati dalla primissima infanzia sono proseguiti ininterrottamente fino a qualche mese fa, quando, dopo la denuncia degli assistenti sociali, il procuratore di Cosenza, Dario Granieri e il sostituto Paola Izzo, hanno avviato le prime indagini, al termine della quale hanno ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice di Cosenza.

Il ragazzino ha altri tre fratellini dati in adozione perché i genitori nulla facenti non erano in grado di mantenerli.

Dopo l’arresto dei due genitori il bambino è stato affidato dal Tribunale dei Minori ad una casa d’accoglienza protetta.

Questo episodio ha messo gravemente in discussione il diritto fondamentale di un bambino: essere solo un bambino; è stato messo, inoltre, in discussione, più che gravemente, quello che dovrebbe essere il “compito naturale” di ogni genitore: “educare”, vale a dire accompagnare per  mano i propri figli alla vita.

La serenità, la spensieratezza dei bambini è un diritto, non va dimenticato!

Maria Francesca Cadeddu

One Response to "Cosenza: un bambino di sette anni racconta la sua storia di brutalità e violenza"

  1. Laura  2012/06/27 at 12:27

    Perchè gli assistenti sociali hanno lasciato a questi sciagurati coniugi questo unico bambino e non l’hanno dato in adozione insieme agli altri fratelli?
    Vorrei poter fare qualcosa per il recupero di questo bambino, magari si può pensare ad una raccolta fondi che gli assicuri cure psicologiche “adeguate” (mi rendo conto che il termine adeguato non è). Per favore assicuratevi ora che sia circondato da amore, affetto, che qualcuno lo induca a pensare che una “ricostruzione” è pensabile.

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