Esplosione in Afghanistan: muore un carabiniere, due militari feriti

La deflagrazione è avvenuta stamattina in un campo addestrativo della polizia afghana, ad Adraskan

Esplosione in Afghanistan: muore un carabiniere, due militari feriti

KABUL, 25 GIUGNO – Un carabiniere è morto ed altri due sono rimasti feriti in seguito a un’esplosione avvenuta stamani in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, a ovest di Kabul.

L’attentato è avvenuto alle 8.50 locali (le 6.20 in Italia) in prossimità di una garitta di osservazione, installata a ridosso della linea di tiro del poligono. L’esplosione ha coinvolto 4 militari dell’Arma appartenenti al PSTT (Police Speciality Training Team), uno speciale nucleo addestrativo della polizia afghana.

Elicotteri dell’ISAF (International Security Assistance Force) sono giunti immediatamente sul posto per portare via le vittime. In seguito all’attentato, è morto un carabiniere scelto e due sono rimasti feriti alle gambe. Illeso il quarto uomo coinvolto. Il carabiniere ucciso è Manuele Braj, trenta anni di Galatina (Lecce), effettivo al 13° Reggimento «Friuli-Venezia Giulia», che lascia la moglie, ventottenne, e il figlio di 8 mesi. Gli altri due feriti sono il maresciallo capo Dario Cristinelli, trentasette anni, di Lovere (Bergamo) e il carabiniere scelto Emilano Asta, ventinove anni, di Alcamo (Trapani). Entrambi sono ricoverati all’ospedale da campo americano di Shindand per lesioni alle gambe.

LA VITTIMA – Il carabiniere scelto Manuele Braj era alla sua quinta missione di ‘Peacekeeping’ all’estero. Era in Afghanistan dal 7 maggio scorso. In precedenza il militare salentino era stato in Albania, per due volte in Bosnia-Erzegovina e una volta in Iraq. Sia i genitori di Braj, padre operaio in un caseificio del paese, madre casalinga, sia i famigliari della moglie del militare morto risiedono a Collepasso, piccolo centro di poco più di 6.000 abitanti a 30 chilometri da Lecce.

LE DINAMICHE – Nella base di Adraskan, la zona dell’esplosione è stata isolata per permettere i rilievi da parte degli artificieri e ricostruire la dinamica.

Ancora da chiarire le dinamiche dell’esplosione, ma secondo alcune prime informazioni, Braj sarebbe morto sul colpo. Gli altri due militari dell’Arma, effettivi rispettivamente alla seconda Brigata Mobile di Livorno e al settimo reggimento Trentino-Alto Adige, rimasti feriti alle gambe, sono stati subito soccorsi e trasportati in elicottero all’ospedale militare Usa (Role 2) di Shindand, dove sono ricoverati. Le lesioni alle gambe riportate dai due militari dell’Arma sono gravi, anche se, viene ribadito, non sono in pericolo di vita.  Appena possibile saranno trasferiti.

I militari italiani coinvolti nell’esplosione appartengono ad un team che cura l’addestramento della polizia afghana e lavorano per formarli e per garantire la sicurezza.

Il colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano ha spiegato: «La zona è stata isolata per i rilievi di rito. Al momento – ha precisato – non possiamo fare alcuna ipotesi e dire se si sia trattato o meno di un attentato».

Nel contempo, però, l’agenzia di stampa Afghan Islamic Press (AIP) ha fornito una ricostruzione dell’accaduto: in una corrispondenza da Herat City, l’agenzia sostiene di avere appreso da un agente di polizia afghano del centro, che un suo collega «ha sparato sul team di addestratori italiani».

La stessa AIP ha comunque consultato il responsabile del Centro di addestramento, Fazl Ahmad Khalili, il quale ha, invece, riferito, senza particolari, che «un italiano è morto e due altri sono rimasti feriti da una esplosione seguita da una sparatoria».

Emergono alcuni dubbi sulla ricostruzione dell’accaduto.

La ricostruzione ufficiale, invece, si pronuncia diversamente. L’esplosione sarebbe stata provocata, secondo i primi accertamenti, da un proiettile proveniente dall’esterno, presumibilmente un razzo Rpg.

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Maria Francesca Cadeddu

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