Gay Pride 2012: Roma Capitale dell’orgoglio omosessuale. Manifesti del Militia Christi contro il corteo

Gay Pride 2012: Roma Capitale dell’orgoglio omosessuale. Manifesti del Militia Christi contro il corteo

ROMA, 23 GIUGNO –   ”No a Roma Capitale dell’orgoglio omosessuale” è  il messaggio che accompagnato da una foto di Wojtyla, affarma l’opposizione del movimento Militia Christi al Gay Pride. I manifesti utilizzano, decontestualizzandole, le parole di Giovanni Paolo II : ”A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato […] e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità […] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male”. (Giovanni Paolo II, commento al gay-pride, nell’Angelus del 9 Luglio 2000)”.

”Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, – è scritto nella nota – sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società, sono un modello nefasto per i giovani oltre a essere deleterie verso chi sente dentro di se tendenze omosessuali. Inoltre non servono a combattere i cosiddetti pregiudizi ma solo ad aumentare diffidenza, squallore, volgarità e irriverenza. Tali manifestazioni sono l’espressione ideologica di movimenti che altro fine non hanno se non quello di promuovere falsi diritti e legittimare comportamenti disordinati e dei quali bisognerebbe vergognarsi per intraprendere, al contrario, un percorso di ricostruzione dell’affettività che – conclude – conduca alla riscoperta del vero significato della differenza complementare della sessualità umana, maschio-femmina”.

Nella giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQ e alla vittime dell’omofobia si torna dunque a parlare dello scontro tra chiesa e omossessualità. Di una chiesa forse troppo lontana dai giovani e dalla società moderna, che continua a respingere invece di avvicinare. Di una chiesa che invece di parlare delle tante vittime, dei ragazzi picchiati e ammazzati in tutto il mondo sembra  incoraggiare comportamenti omofobi.

Agli attacchi subiti il Pride risponde con lo slogan “Vogliamo tutto” per poter giungere al riconoscimento “della parità, dignità e libertà di vivere e amare senza ingerenze religiose, moralistiche e ideologiche”. “Nel pride sta la forza di una comunità che si trova unita nell’orgoglio per quello che si è, nella rivendicazione di una piena uguaglianza, nella gioiosa visibilità individuale e collettiva, nell’allegria di un giorno di festa e condivisione”.

A differenza del Pride di Bologna del 9 giugno, svoltosi senza carrozze per rispettare le vittime del terremoto che ha colpito in quei giorni l’Emilia, al corteo romano, che partirà da piazza della Repubblica per giungere a Bocca della verità, sfileranno 20 carri accomagnati da Lucia Ocone, famosa attrice e imitatrice italiana, madrina ufficiale del Roma pride.

Tante le novità per questa edizione. Il carro del Comitato, un autobus inglese a due piani con il logo della manifestazione,  aprirà la sfilata seguito del carro di Muccassassina: un’ enorme torta nuziale sulla quale ballerini e drag queen saluteranno i partecipanti al corteo. Non mancheranno i carri istituzionali: quello della Cgil Roma e Lazio e dell’Italia dei valori, unico carro di un partito politico presente quest’anno alla sfilata. La manifestazione finirà al Gay village, con un party ufficiale finanziato dal Roma pride 2012.

Edwige Marchegiano

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