Lusi, capro espiatorio?

Netta la posizione del Senato: 155 voti a favore del provvedimento d’incarcerazione cautelare

Lusi, capro espiatorio?

ROMA, 21 GIUGNO – Il Senato ascolta con grande attenzione l’intervento di Luigi Lusi, durato circa mezz’ora, poi si pronuncia in voto e dice sì all’arresto cautelare.

L’ex tesoriere della Margherita discute con voce ferma e impostata, non sembrerebbe apparentemente nervoso, ma alla fine rivela una certa tensione chiedendo da bere parecchie volte. Terminato il discorso, nessuno gli stringe la mano né gli rivolge parola. Venti senatori chiedono che la votazione si svolga in maniera segreta, ma la richiesta non viene accolta. Il risultato, a scrutinio palese, ha visto schierarsi a favore dell’arresto 155 sentori, 13 contrari e 1 astenuto.

Il Pdl abbandona l’Aula con l’intento di non offrire sponda alla sinistra, Rutelli non partecipa perché si considera parte offesa, mentre la Lega Nord vota unanime il sì. I tredici senatori che hanno votato contro, sono per lo più del centrodestra e due del gruppo misto.

Lusi, accusato di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, dopo la confessione di colpevolezza ha aggiunto di essere “consapevole di un gesto di riparazione”. Inoltre dichiara, che rifiuta il patteggiamento perché ha ancora molte cose da raccontare ai pm, e il verdetto emerso in Aula definisce una “responsabilità politica”.

Singolare la doppia minaccia rivolta all’indagato: se non parla reticente, se parla calunnioso. Previsto nella giornata di oggi l’interrogatorio di garanzia.

Simone Lupo

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