Coppie di fatto, la svolta storica di Reggio Emilia

Coppie di fatto, la svolta storica di Reggio Emilia

REGGIO EMILIA, 27 MARZOLa questura di Reggio Emilia rilascia il permesso di soggiorno al compagno gay Rafael, ragazzo uruguayano, sposato in Spagna con Flavio, cittadino italiano. Lo scorso 13 febbraio aveva vinto il ricorso presentato al Tribunale di Reggio.

Secondo Franco Grillini, responsabile diritti civili dell’Idv e leader storico della comunità lgbt, si tratta di “un altro grande passo di civiltà per il superamento delle diseguaglianze e delle discriminazioni” e conclude parlando di una “svolta” in quanto riconosce anche nel nostri paese gli effetti giuridici del matrimonio celebrato in Spagna tra due persone dello stesso sesso.

La deputata del Pd Anna Paola Concia parla del fatto come di “un altro importantissimo segnale che arriva alla politica italiana, dopo le storiche sentenze della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale e il pronunciamento del Parlamento Europeo”

Il Circolo Mario Mieli definisce storica la sentenza. “Ieri l’Europa oggi la Cassazione” afferma concludendo che “appare evidente come sia urgente che il legislatore si adegui rapidamente alla mutata realtà sociale”.

Perplessa invece la Lega che teme che questa forma di ricongiungimento familiare, tramite il permesso di soggiorno, possa tramutarsi in diritto di cittadinanza. Sostenitore di questa posizione è il Segretario della Lega Nord Emilia Romagna, il deputato Angelo Alessandri che ritiene necessaria un’interrogazione parlamentare a riguardo.

Aspetti legislativi Il Tribunale aveva accolto il ricorso ai sensi del D. Lgs. 30/2007, legge che dà attuazione alla Direttiva 2004/38/CE, sul riconoscimento del diritto di soggiorno ai familiari (anche stranieri) dei cittadini dell’Unione europea. Nel ricorso si era fatto riferimento alla sentenza n. 1328/2011 della Corte di Cassazione che afferma: a) la nozione di “coniuge” prevista dall’art. 2 d.lgs. n. 30/2007 deve essere determinata alla luce dell’ordinamento straniero in cui il vincolo matrimoniale è stato contratto e che b) lo straniero che abbia contratto in Spagna un matrimonio con un cittadino dell’Unione dello stesso sesso deve essere qualificato quale “familiare”, ai fini del diritto al soggiorno in Italia. La sentenza si è richiamata alla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010 che afferma, tra l’altro, che l’unione omosessuale, “intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso”, spetta “il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia” e che il «diritto all’unità della famiglia che si esprime nella garanzia della convivenza del nucleo familiare (…) costituisce espressione di un diritto fondamentale della persona umana”.

Il tema dell’omosessualità è molto discusso in questi giorni anche in altri stati Europei.

In Slovenia si è infatti svolto un referendum relativo alla nuova legge sulla famiglia. Gli elettori sloveni hanno respinto la legge, comprensiva di una clausola che avrebbe permesso alle coppie omosessuali di adottare dei bambini, ma solo nel caso si tratti del figlio naturale di uno dei due partner. La bozza, stilata dal Parlamento, era contestata da conservatori e Chiesa cattolica. Con circa l’80% dei voti contati, il 56% ha scelto il no, contro il 43% favorevole al sì. Bassa l’affluenza, che non ha superato il 26%. In base a questo risultato, la nuova legge non sarà applicata e prima che ne venga stilata un’altra dovrà trascorrere almeno un anno.

In Albania sarà celebrato il Gay Pride il prossimo 17 maggio a Tirana, lo hanno deciso le associazioni lgbt albanesi, con a capo la Pink Embassy. Le reazioni all’annuncio non sono state però tutte positive. Il sottosegretario alla Difesa Ekrem Spahiu ha infatti dichiarato: “Il mio unico commento su questa marcia gay è che queste persone dovrebbero essere prese a bastonate”. Dal 2010, però, in Albania è in vigore una legge che punisce le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale: in base alla norma le organizzazioni lgbt intendono citare il sottosegretario per incitazione alla violenza.

Alessandra Massagrande

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.