Italiani rapiti in India, il dialogo è sospeso

Italiani rapiti in India, il dialogo è sospeso

CALCUTTA, 24 MARZO – Il negoziato per ottenere il rilascio dei due italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo ha ricevuto oggi un duro colpo quando i delegati del governo dello Stato indiano di Orissa e quelli indicati dai maoisti hanno annunciato a Bhubaneswar la sospensione dei colloqui ”fino a nuovo annuncio”. A trasmettere la notizia è stata l’emittente televisiva Ibn-live.

Ieri sera i due membri del team che difende le ragioni della guerriglia, B.D. Sharma e Dandapani Mohanty, avevano suscitato speranze sostenendo che la trattativa avanzava e che sarebbe finita oggi, a undici giorni dal rapimento, con la speranza in un annuncio positivo.

Ma se proprio all’inizio del negoziato l’uccisione di un ufficiale di polizia aveva costituito un problema e quasi rischiato di far saltare l’avvio del dialogo, la notizia oggi del sequestro del deputato dell’Assemblea dell’Orissa, Jhina Hikaka, 34 anni, insieme a quella dell’autista e della sua guardia del corpo avvenuto a 500 chilometri a sud di Bhubaneswar, da parte di un commando di un centinaio di guerriglieri, ha costituito un fulmine a ciel sereno che ha paralizzato i negoziatori.

Anche se dalla polizia non è arrivata una conferma ufficiale del fatto che sia stata un’azione compiuta dai maoisti, il rapimento è destinato ad influire in modo negativo sulle trattative in corso.

Così, dopo molte ore di silenzio, i delegati dei maoisti hanno tenuto una breve conferenza stampa in cui hanno letto un documento in cui, dopo aver riassunto gli episodi accaduti, si concludeva: ”Abbiamo la sensazione che questa sia diventata una parodia ridicola di un negoziato di pace. Per cui suggeriamo che si vada verso una sua sospensione”. Poco dopo il capo negoziatore per il governo dell’Orissa, UN Behera si sedeva davanti alle telecamere per sostenere che ”due episodi sfortunati” hanno ”deteriorato il clima di dialogo con i delegati dei maoisti”. Per questo ”abbiamo deciso di sospendere il negoziato”. Infine Behera, come avevano fatto in precedenza anche Mohanty e Sharma, ha rivolto un appello ai maoisti ”a rilasciare i tre ostaggi con un gesto di carattere umanitario”.

Alessandra Massagrande

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