Tolosa, le ultime 30 ore di Mohamed Merah

Tolosa, le ultime 30 ore di Mohamed Merah

TOLOSA, 24 MARZO – È finito ieri l’incubo di Tolosa.  Ci sono voluti 300  poliziotti d’élite, 32 ore di assedio e un inferno di fuoco e proiettili, ma alla fine Mohamed Merah, il 24enne estremista franco-algerino responsabile della strage alla scuola ebraica e dell’assassinio di tre militari francesi, è stato ucciso.

IL BLITZ – Sarkozy lo voleva vivo, ma Merah aveva già messo in chiaro le sue intenzioni “Morirò con le armi in mano”. Un colpo in testa ha soddisfatto le aspirazioni del terrorista legato ad Al Qaeda.

L’irruzione è scattata alle 10.30, con il lancio di granate accecanti e di gas paralizzanti, durante la quale Merah si era barricato in bagno, aspettando. Temendo che il terrorista avesse piazzato cariche di esplosivo in casa, le teste di cuoio mandano in avanscoperta una piccola telecamera-robot. Non appena il killer se ne è accorto, ha spalancato la porta e si è scaraventato fuori con due mitragliatrici in pugno, sparando contro le teste di cuoio. Ne segue uno scontro a fuoco “di una violenza inaudita”, come ha descritto il ministro degli Interni Claude Gueant, in cui Merah ferisce tre poliziotti, di cui uno gravemente. L’estremista riesce a scavalcare il balcone, saltando (l’appartamento era al primo piano) “con l’arma in mano e continuando a sparare”, per poi essere “ritrovato al suolo privo di vita”. Il killer era stato raggiunto alla testa da un colpo sparato da un cecchino.

“Se tocca a me morire andrò in Paradiso, se tocca a voi pazienza”. Queste le ultime parole di Merah prima di rompere la tregua con le forze dell’ordine. Il suo unico rammarico è stato quello di non essere riuscito a fare più morti. In un’intervista a La Stampa, Christian Etelin, l’avvocato di Merah, ha ipotizzato che “Mohamed si fosse sentito rifiutato dalla società francese. Questo, naturalmente, non attenua le sue responsabilità”.

Il presidente Nicolas Sarkozy, nonostante la morte del terrorista,  si è congratulato con la polizia e ha avvisato che la Francia “sarà implacabile nel difendere i propri valori, e non tollererà indottrinamenti o condizionamenti ideologici sul proprio territorio”. Tuttavia Sarkozy ha lanciato un appello ad evitare ritorsioni contro la comunità musulmana: “I nostri connazionali musulmani non hanno nulla a che fare con questa storia, non bisogna fare confusione”.

LE POLEMICHE – Il giorno dopo l’uccisione del terrorista, in Francia esplodono le polemiche: il ministro degli Esteri Alain Juppé ha accusato due candidati alle presidenziali, il socialista Francois Hollande e il centrista Francois Bayrou, di “ignobile strumentalizzazione della tragedia”.

Sotto accusa anche l’operato delle forze dell’ordine, dal momento che Merah era schedato, aveva un passato criminale ed era di Tolosa. Tutti elementi che potevano rendere più rapida l’identificazione e la cattura. Il primo ministro francese, François Fillon, ha spiegato il motivo del mancato arresto di Merah: “Non avevamo alcun elemento che ci potesse permettere di arrestare Mohamed Merah”, prima che l’estremista imbracciasse le armi. “Non abbiamo il diritto di sorvegliare senza alcuna decisione di un tribunale qualcuno che non ha commesso reati.”

Fillon ha poi aggiunto un dato preoccupante: secondo il primo ministro sono diverse centinaia i giovani francesi che, come Mohamed Merah, vanno in Afghanistan e in Pakistan per imparare le ideologie del terrorismo e dell’estremismo religioso.

Giovanni Gaeta

 

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