Como, filmati hard e autoscatti inchiodano Don Marco

Como, filmati hard e autoscatti inchiodano Don Marco

COMO, 22 MARZO –  L’inchiesta su Don Marco Mangiacasale, il sacerdote comasco finito in manette il 7 Marzo 2010 con l’accusa di aver abusato di una ragazzina minorenne, si allarga a macchia d’olio.

Le indagini compiute sulle 11 sim card dei suoi telefonini, sul portatile e su diversi tablet,  hanno portato alla luce diversi filmini hard e autoscatti fatti dal prete comasco.  Per questi motivi i fari degli inquirenti sono puntati anche al di fuori della Parrocchia di San Giuliano, nella quale Don Mangiacasale ha prestato servizio fino al 2009, prima di diventare economo della curia comasca.

Intanto il pm Simona De Salvo ha negato i domiciliari al prete che verrà trasferito nei prossimi giorni nel carcere del Bassone. Il desiderio di Don Marco sarebbe quello di essere portato fuori Como, in una comunità religiosa per iniziare un cammino di riavvicinamento alla fede.

La posizione giudiziaria di Don Marco si è aggravata nelle ultime settimane. Il numero di denunce è passato da uno a cinque. Sono state fissate per i prossimi giorni le udienze in Procura dalle ragazze che hanno denunciato il sacerdote.

Il Vicario episcopale monsignor Angelo Riva ha rilasciato un breve commento al Settimanale della Diocesi : “ci siamo scoperti umiliati perché traditi nella fiducia, colpiti da dove non te lo aspetti. Siamo vicini alle comunità parrocchiali, siamo vicini  a Don Marco e ancor di più alle vittime di questa vicenda e alla Chiesa tutta, colpita nei suoi affetti più cari”.

Elisabetta Tomaselli

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One Response to "Como, filmati hard e autoscatti inchiodano Don Marco"

  1. elisabetta  2012/03/23 at 20:54

    un altro allo scoperto….

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