Ferzan Ozpetek a tutto campo: dall’eredità di Lucio Dalla ai diritti delle coppie di fatto

Ferzan Ozpetek a tutto campo: dall’eredità di Lucio Dalla ai diritti delle coppie di fatto

BOLOGNA, 17 MARZO – Il regista Ferzan Ozpetek in conferenza stampa a Bologna per la presentazione del suo ultimo film “Magnifica presenza” affronta il delicato tema delle coppie gay. In particolare risponde alle domande dei cronisti circa la questione del mancato testamento e della relativa eredità di Lucio Dalla scomparso il 1 marzo. Il cantautore bolognese da diversi anni era legato sentimentalmente all’amico Marco Alemanno, ma ad oggi la sua eredità a causa di un mancato testamento dovrebbe finire nella mani di alcuni lontani cugini.

“Giustamente Lucio Dalla non parlava del suo privato e non vedo perché avrebbe dovuto farlo, ma secondo me doveva pensare di fare testamento, perché mi sembrano incredibili i casi in cui, muore una persona, ed ereditano magari dei lontani cugini e non il convivente. Insomma doveva pensarci lui perché lo Stato non ci pensa e non protegge i diritti delle coppie di fatto” afferma il regista, che continua poi dicendo:” Sarebbe bello se i cugini eredi andassero da Marco Alemanno e dicessero parliamo”.

Immancabile l’argomento relativo alle coppie di fatto su cui da anni i politici pongono l’attenzione senza mai concludere nulla. Sempre il regista dice: “Ad esempio nel caso di Dalla, la colpa non è nè sua, né della Chiesa, ma di chi sta al governo”. “Credo debba assolutamente esserci una legge che tuteli le coppie di fatto”.

Non manca una frecciata allo Stato e una sorta di stretta di mano virtuale a tutte quelle persone “che soffrono, pagano le tasse, ma sono considerate di serie C, indipendentemente dal fatto che siano o meno gay” dice Ozpetek.

Il regista conclude dicendo che le persone non vanno giudicate per le loro preferenze e che bisognerebbe migliorare anche l’informazione tra i giovani, che troppo spesso fanno uso di termini come quello di “omosessuale” in senso dispregiativo ed offensivo. “Quando sento una persona credente discriminare i gay penso che in realtà questa persona non lo sia, perché chi crede in Dio sa che Dio accoglie tutti” sottolinea il regista.

Emanuele Ambrosio

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