Ivano Gatti, l’eroe della strage di Brescia. Così ho fermato l’assassino

Ivano Gatti, l’eroe della strage di Brescia. Così ho fermato l’assassino

BRESCIA, 6 MARZO – Si chiama Ivano Gatti l’appuntato scelto del Nucleo Radiomobile di Brescia, che è intervenuto per disarmare Mario Albanese. Gatti, che vive accanto al luogo della strage, rientrato a casa intorno all’1.30 aveva visto Mario Albanese in cortile e, alla domanda se andasse tutto bene, l’uomo aveva dato una risposta affermativa.

Gatti ha dichiarato di avere sentito dapprima delle urla e di avere pensato che si trattasse di una banale lite tra ragazzi, successivamente ha sentito i primi due colpi di pistola, a cui ne sono seguiti altri. Dalla finestra della propria abitazione ha visto Albanese accanto ad una delle vittime. Il carabiniere è così sceso in strada e si è trovato faccia a faccia con l’autore della strage che, prima ha infierito sui cadaveri, poi si è puntato la pistola alla tempia. Ma l’arma si è inceppata e il carabiniere fuori servizio ne ha approfittato per tentare di disarmarlo. Albanese continuava a gridare “M’ammazzo, fammi uccidere”. Ne è nato un inseguimento e Gatti è riuscito a sottrargli il caricatore mentre stava sopraggiungendo una volante della Questura di Brescia.

L’appuntato è così tornato verso la casa della strage e lì si è trovato di fronte alle tre bambine, figlie dell’omicida e della sua vittima, in lacrime e molto provate e le ha portate a casa sua in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Le bambine di 10, 7 e 5 anni, portate in questura, sono al momento seguite da personale specializzato della Sezione minori.

Alessandra Massagrande

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