Vladimir Putin, il grande bluff

Vladimir Putin, il grande bluff

MOSCA, 6 MARZO – Vladimir Putin è stato eletto per la terza volta al Cremlino con il 63,82% dei voti. Niente ballottaggio, quindi, ma risultato più basso delle aspettative. Primo partito di opposizione, il Partito Comunista Russo, fermo al 17,19%; più distanti il magnate Prokhorov con il 7,8% e il populista Zhirinovski con il 6,7%.

Il primo partito di opposizione, il Partito Comunista russo, guidato da Ghennadi Ziuganov, ha ottenuto il 17,19% dei voti. Il magnate Mikhail Prokhorov ha conquistato il 7,8%, mentre il populista Vladimir Zhirinovski ha raggiunto il 6,7%.

I due principali partiti di opposizione ad urne chiuse hanno denunciato i brogli. Ziuganov, dal canto suo, ha commentato: «non ritengo le elezioni trasparenti e giuste, non sono legittime», denunciando la collusione tra “la piovra mafiosa” e la Commissione elettorale. Anche Prokhorov ha accusato di irregolarità il nuovo Presidente Putin, ma ha aggiunto di aver acconsentito di «giocare con le regole altrui».

Per evitare questo tipo di accuse, Putin aveva fatto istallare in 91mila seggi due Webcam con l’obiettivo rivolto anche all’interno delle cabine elettorali. E le immagini parlano da sole. In un seggio ceceno, sul tavolo della commissione, era appoggiato un kalashnikov; in un altro distretto, a Vodogon, il poliziotto, incaricato di verificare la regolarità del voto, è ritratto con la testa dentro la cabina, mentre un cittadino sta votando; in alcuni seggi più remoti si sono registrati ingressi anche di tre persone contemporaneamente nelle cabine. Il controllo del voto, che nel nostro paese riecheggia passate dittature politiche, al posto di gettare acqua sul fuoco sembra aver alimentato il focolaio della protesta.

Luca Bresciani

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