Marò, 14 giorni di fermo giudiziario. Alta tensione tra India e Italia

Marò, 14 giorni di fermo giudiziario. Alta tensione tra India e Italia

KOLLAM, 6 MARZO – Il giudice ha disposto il fermo giudiziario per 14 giorni nel carcere di Trivandrum. Respinte le istanze italiane per un trattamento particolare per i due militari.

Le reazioni delle autorità italiane non si sono fatte attendere: il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, ha definito “inaccettabile” che i marò siano detenuti in carcere e chiede che sia fatto “ogni sforzo per reperire prontamente strutture e condizioni di permanenza idonee” per i due militari. Dello stesso avviso è Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà, per il quale il verdetto di Kollam “lede i diritti dei nostri soldati che andavano riconsegnati all’Italia in rispetto dei principi sanciti dall’ordinamento giuridico internazionale”.

Le dichiarazione più cupe, comunque, provengono da Oommen Chandy: il premier del Kerala, membro del partito del Congresso di Sonia Gandhi, ha dichiarato che non vi sarà “nessuna indulgenza”, rispondendo alle accuse di scarsa severità nei confronti degli italiani da parte del Left Democratic Front, l’opposizione.

Perché, ricordiamo, il destino di Latorre e Girone non passa solo nelle aule di tribunale o nei laboratori della scientifica. La loro è anche una questione politica, alla luce delle elezioni suppletive in Kerala, che si terranno il 14 marzo: un atteggiamento troppo morbido nei confronti dei due marò potrebbe essere deleterio per il partito dell’indiana Sonia Gandhi.

Giovanni Gaeta

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