Lucio Dalla, giallo sul testamento. Nessun documento e tanti dubbi

Lucio Dalla, giallo sul testamento. Nessun documento e tanti dubbi

BOLOGNA, 3 MARZO – Lucio Dalla ci ha lasciati da pochi giorni, stroncato da un infarto fulminante in Svizzera, ma ora ci si domanda: a chi finirà la sua eredità materiale?

Stando alle dichiarazioni dell’avvocato del cantante non dovrebbe esistere alcun testamento scritto, che esprima le volontà dell’artista circa i beneficiari delle sue immense ricchezze. Del resto Lucio, anche in vita, non si è mai interessato alle cose materiali, ma ha sempre preferito vivere con semplicità e serenità precisando sempre “Non ho parenti se Dio vuole”.

C’è da dire che il suo patrimonio, composto da beni mobili ed immobili, è davvero prezioso e si aggira su cifre che fanno venire letteralmente il capogiro.

Tra i beni immobili l’artista ha la meravigliosa casa in via D’Azeglio, una villa alle pendici dell’Etna e un complesso alle Termiti, dove anni fa riuscì ad impiantare perfino uno studio di registrazioni con le più potenti ed innovative tecnologie di registrazione.

Poi c’è la sua amata barca “Brilla e Billy”, chiamata come i suoi due cani, dove Lucio trascorreva le sue vacanze lontano da casa e in giro per il mondo. Una casa sul mare, da lui tanto amato, che ha impreziosito con dipinti, opere d’arte, soldatini da collezione, dischi, una piccola sala di registrazione e tanto altro.

Non bisogna poi dimenticare le sue canzoni, patrimonio culturale di tutti, ma bene economico di pochi. Più di 600 brani con tanto di diritti Siae, poi c’è la società Pressing Line che si occupa delle sua immagine e di cui era socio unico e che, solo nell’anno 2010, è riuscita a registrare un attivo netto di 5 milioni e mezzo.

Solo le opere di registrazioni sono suddivise: il 92% è a nome di Dalla, mentre meno del 4% a nome del compagno – amico Marco Alemanno.

Ma chi sarà il beneficiario di tutte queste ricchezze economiche? Eugenio D’Andrea, amico ed avvocato del cantante, ad oggi non è a conoscenza dell’esistenza di un testamento  salvo non sia nascosto in qualche cassetto di casa dell’artista.

Molti dei suoi parenti sono morti, ma nei prossimi giorni saranno diversi e tanti quelli pronti a mettere le mani sul patrimonio di Lucio.

A noi comuni mortali resterà il ricordo più bello : la sua voce malinconica e forte che ci invita ad amare, sperare, ricordare, ma sopratutto vivere.

Le sue canzoni saranno come stelle immortali in un cielo senza fine e senza spazio.

Emanuele Ambrosio

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