Lucio Dalla: l’ovazione del pubblico e l’infarto fulminante nel tempio jazz di Montreux

Lucio Dalla: l’ovazione del pubblico e l’infarto fulminante nel tempio jazz di Montreux

BOLOGNA, 2 MARZO – Lucio Dalla è morto a Montreux, in Svizzera, lontano da casa e dalla sua amata Bologna, che oggi lo piange e ricorda con commozione e affetto.

L’artista è morto ieri alle 10,30 in un lussuoso hotel di Losanna stroncato da un infarto fulminante. A trovarlo, inerme e morto, è stato Marco Alemanno che alloggiava in una stanza comunicante. Immediati i soccorsi, ma tutti i tentativi di rianimarlo sono stati vani.

La sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno alla vigilia di quel 4 Marzo, celeberrimo per una sua meravigliosa canzone, in cui avrebbe festeggiato 69 anni.

Dalla si trovava in Svizzera per un la sua tournée svizzera e nessuno poteva presagire una cosa del genere. Del resto l’artista la mattina, intorno alle 9.30, era sceso a far colazione con i musicisti e aveva chiacchierato con la corista Manuela Cortesi. Proprio Proprio la corista, poche ore dopo, scioccata ed incredula alla notizia racconta: “E’ sceso allegro, di buonumore, ha scherzato e chiacchierato con noi. Ha preso il suo solito caffè poi ha piluccato qui e là dal buffet, non mangiava mai molto, stava attento alla salute. Poi si è rialzato, ed è tornato in camera con il suo tipico passo saltellante. Ci ha salutato con un ‘ Baci, cari, ci vediamo dopo’ ed è risalito. Non l’abbiamo più visto”.

Cinquanta minuti dopo l’infarto, che l’ha strappato alla vita. Fitto, intenso, fulminante come lo sono state molte delle sue canzoni.

La sera prima l’artista si era esibito nel tempio della musica jazz mondiale: l‘Auditoriom Stravinsky: una sala moderna, piccola, ma calda ed accogliente. Proprio qui viene celebrato ogni anno il famoso Montreux Jazz Festival e si sono esibiti artisti del calibro di Miles Davis, Ray Charles, Prince e David Bowie.

Ad attenderlo, la sera del 29 Febbraio, una platea di 900 persone accorse per applaudire il suo genio e la poesia. Sulle note di “Caruso”, uno dei momenti clou della serata, il pubblico è esploso in un’ovazione senza precedenti.

Pascal Pellegrino, direttore della stagione culturale di Montreux, sottolinea l’affetto del pubblico nei confronti di Lucio Dalla e precisa di non aver notato alcun segno di debolezza durante la serata, fatta eccezione per una pausa di venti minuti che non era prevista in scaletta. Anzi, come sempre Lucio Dalla, finito il concerto, si è dedicato al suo pubblico tra chiacchiere, foto e qualche autografo.

Il giorno dopo, la mattinata dell’artista si è svolta tranquillamente: colazione con i colleghi, un paio di telefonate al manager e al suo avvocato. Proprio D’Andrea racconta : “Ci stavamo organizzando per andare in barca insieme quest’estate”.

Dopo la macabra notizia della sua morte, che tutti hanno cercato di non far trapelare, ma con grandissima difficoltà.

Poco dopo la notizia della morte si è diffusa facendosi eco nel mondo.

Accertato il decesso da parte del medico, il corpo è stato trasportato a Losanna nella cappella di Saint Roch dove alcuni colleghi e collaboratori hanno pregato e vegliato per lui tutta la notte.

Oggi la salma è arrivata in Italia, per la precisione a Bologna e domenica avranno luogo in Piazza Maggiore i funerali.

Finalmente Lucio si è ricongiunto con la sua amata terra e con la sua gente.

Emanuele Ambrosio

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