Wally Urbini, svolta nelle indagini: arrestata la vicina di casa

Wally Urbini, svolta nelle indagini: arrestata la vicina di casa

Cesena, 27 Febbraio – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Wally Urbini, 89 anni, trovata morta giovedì scorso nella sua abitazione di via Sostegni nel centro storico di Cesena. È stata arrestata ieri pomeriggio la vicina di casa della signora, una donna di origini marocchine, che viveva a Cesena da vent’anni. Il fermo è scattato con l’accusa di omicidio aggravato a scopo di rapina e furto. La 58enne marocchina è stata arrestata all’aeroporto Marconi di Bologna intenta a raggiungere il suo paese d’origine. Nella valigia della donna sarebbero stati rinvenuti oggetti appartenenti a Wally Urbini.

Forse a far scattare il raptus omicida una richiesta di denaro rigettata dall’anziana signora, ma il movente è ancora al vaglio del Magistrato che coordina le investigazioni, Alessandro Mancini. Il quale dopo aver sentito le persone vicine alla vittima, nella notte tra sabato e domenica, ha disposto il fermo della vicina di casa. È facile ipotizzare che la signora 58enne, sentitasi braccata, abbia cercato di fuggire. L’arresto sarebbe stato condotto in anticipo rispetto ai risultati degli esami scientifici proprio per scongiurare il pericolo di fuga.

Dall’esame autoptico, conclusosi sabato 25, alle 21 di sera, sarebbe emerso che la morte dell’anziana signora vada imputata al soffocamento. Le ferite inflette con un punteruolo o un oggetto simile, e i colpi rinvenuti sul corpo della donna, ha riferito il medico legale, Giuseppe Fortuni, non erano di entità tale da provocarne il decesso. Per quanto riguarda l’ora del delitto, Fortuni ha ipotizzato la tarda serata di mercoledì ed ha specificato che quando la sciarpa è stata premuta sulla bocca dell’anziana signora, quest’ultima aveva già perso i sensi. I segni di colluttazione con l’assassino sono chiari. I colpi alle tempie, secondo il medico, potrebbero essere dovuti anche ai movimenti convulsi atti a sfuggire all’assassina che ha lasciato tracce di materiale biologico, pelle e un capello, sotto le unghie dell’anziana. Il killer, sostiene il medico legale, ha dimostrato di possedere molta forza fisica durante l’omicidio. L’aria ottimistica, sulla veloce risoluzione del caso, che si respirava nei giorni scorsi in Procura, sembra essere giustificata dall’emergere, negli ultimi interrogatori, di nuovi elementi importanti che hanno condotto poi al fermo della vicina.

Luca Bresciani

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