Caro spesa sale del 4.2%. Previsti 613€ in più all’anno per una famiglia di 4 persone

Caro spesa sale del 4.2%. Previsti 613€ in più all’anno per una famiglia di 4 persone

ROMA, 24 FEBBRAIO – L’ISTAT ha diramato i dati relativi all’inflazione per il mese di gennaio 2012. Come previsto, l’indice generale risulta migliore rispetto al mese di dicembre, ed è passato da 3.3% a 3.2%. Il tasso acquisito per il 2012 è di +1.6%. È stata registrata una diminuzione sia del tasso di crescita tendenziale dell’indice dei beni al consumo che passa da 2.3% a 2.2%, sia l’inflazione di fondo, netto dei beni energetici e alimenti freschi, che passa da 2.3% a 2.2%. L’istituto fa sapere che questi dati sono stati resi possibili grazie ad leggero aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni, bilanciato da una diminuzione di 0.2% del tasso tendenziale dei prezzi dei servizi.

Tutto bene, quindi, verrebbe da credere. Ma, in realtà, la spesa per le famiglie è sempre più onerosa. Sempre secondo L’ISTAT, i prezzi dei prodotti maggiormente acquistati dalle famiglie italiane hanno subito un rincaro netto del 4.2%. Tradotto in euro, significa che una famiglia di quattro persone durante il 2012 spederà 613 in più rispetto all’anno precedente. Una famiglia di tre persone ne spenderà circa 570€ in più..

Le ragioni di questo aumento di spesa sono state individuate soprattutto nei rincari dei carburanti che da inizio 2012 stanno facendo lievitare i prezzi di ogni merce. Soltanto nel mese di gennaio la benzina è aumentata del 17.4% su base annua, 1.6% in più rispetto a dicembre, su base mensile, invece, ha sfiorato il 5%. Il carburante per il trasporto su base annua è passato da 24.3% di dicembre, già record, a 25.2%. Su base mensile è salito del 4.7%. A farne le spese sono soprattutto i prodotti che necessitano di lavorazione e trasporto. Per pane e pasta, infatti, è previsto un aumento dello 0.3% su base mensile.

Secondo il Codacons la stangata in arrivo per il 2012 sarà difficile da digerire e sicuramente impoverirà le famiglie italiane. Sono «soldi, questi», fanno sapere dall’associazione, «che certamente non arriveranno in più in busta paga o nelle pensioni non indicizzate e che determineranno un ulteriore aggravamento della capacità di spesa delle famiglie italiane, oramai non più sull’orlo del burrone, ma precipitate dentro». Anche Adoc si è espressa in proposito puntando il dito contro il caro benzina. «L’Italia», ha osservato Carlo Pileri, «è il Paese europeo più caro al momento del rifornimento, un anno di rifornimenti costa in media 3.240 euro ad un italiano, il 12% in più della media europea, con un aggravio di spesa pari a circa 350 euro annui».

Coldiretti ha osservato che «nonostante il maltempo e lo sciopero dei trasporti, il prezzo delle verdure è sceso dell’8,7%, mentre vola quello della tazzina di caffè +16,5% con lo zucchero +15,9%». CIA ha fatto notare come in queste condizioni «sarà impossibile rilanciare i consumi domestici».

Luca Bresciani

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