Costa Concordia, il pc di Schettino turba gli inquirenti. Job action contro la Carnival

Costa Concordia, il pc di Schettino turba gli inquirenti. Job action contro la Carnival

GROSSETO, 16 FEBBRAIO – Il comandante del Concordia Francesco Schettino avrebbe consegnato il computer portatile al fratello Salvatore all’indomani del naufragio, il 14 gennaio 2012, prima di essere portato al carcere di Orbetello.

Il destino del computer resta uno dei misteri che ruotano attorno alla figura di Schettino, il quale nella stessa circostanza avrebbe consegnato il cellulare di servizio all’avvocato di Costa Crociere Cristina Porcelli, la donna bionda fotografata e immortalata dai reporter presenti all’isola del Giglio.

Ascoltata dai pm della procura di Grosseto il legale avrebbe affermato di non sapere niente del computer, né di averlo visto. Si tratta di un MacBook Pro di colore bianco che nessun inquirente ha mai trovato. Il computer affidato al fratello Salvatore potrebbe esser tornato nelle mani di Schettino,  agli arresti domiciliari nella sua residenza di Sorrento.

Il portatile era in una busta di plastica rossa che Schettino teneva con sé prima di essere fermato al Giglio e immortalato dal fotografo dell’Ansa.

Secondo i verbali dell’inchiesta a salvare il computer dalla sua cabina sarebbe stata la ballerina moldava Domnica Cemortan prima di abbandonare il Concordia. L’hostess ha poi restituito il pc prima di salire sul traghetto per Porto Santo Stefano. Domnica, immaginando che Schettino non venisse arrestato, gli ha inviato una mail con un messaggio eloquente: “ti odio… devi essere forte”.

Dure le parole dell’avvocato Mitchell Power: “Loro hanno messo il guadagno sopra la sicurezza della vita”.

Mitchell Power assiste i passeggeri del Concordia che hanno tentato una job action contro la Carnival, azienda proprietaria delle navi della Costa Cociera, per 528 milioni di dollari (circa 400 milioni di euro), in pratica per 39 querelanti una media di 10 milioni di euro a testa.

La Codacons si è opposta all’accordo proposto dalla Costa Crociere e sottoscritto dalle altre associazioni lo scorso gennaio. Un risarcimento risibile rispetto al parere dei legali americani, 14 milioni di euro complessivi. Questo accordo potrà essere sottoscritto sino al 31 marzo 2012, con una proroga di 45 giorni rispetto alla data inizialmente fissata. L’azienda garantisce i rimborsi sino a sette giorni dalla accettazione, ma richiede anche l’impegno da parte dei passeggeri firmatari di non intentare altre cause alla compagnia.

Ma dalle parole dell’avvocato Power emergerebbe altro, riguardo i motivi per cui la cuasa è stata mossa contro la Carnival e non contro la costa: lo statuto aziendale prevede che la sicurezza di tutte le navi della Carnival sia centralizzato in Florida.

Leave a Reply

Your email address will not be published.