Eternit: Schmidheiny e De Cartier finalmente condannati a 16 anni. Una svolta epocale

Eternit: Schmidheiny e De Cartier finalmente condannati a 16 anni. Una svolta epocale

TORINO, 13 FEBBRAIO – 1.500 sono stati sino ad ora i morti per tumore fra i dipendenti che lavoravano nel solo stabilimento di Casale Monferrato (AL) chiuso nel 1986, e centinaia ancora sono gli ammalati, il motivo? Nelle fabbriche incriminate si produceva Eternit: il materiale cancerogeno che serviva per le coperture e come isolante.

Finalmente oggi, dopo moltissimi anni, il tribunale di Torino ha emesso una sentenza storica ed ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier, 91 anni.

La procura aveva chiesto 20 anni per ognuno dei due imputati che furono a capo della multinazionale Eternit: i due dovevano rispondere di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.

Il giudice ha inoltre deciso una serie di risarcimenti fra i quali: 30.000 euro per ogni congiunto delle vittime, 35.000 euro per ogni ammalato e 25 milioni di euro per il comune di Casal Monferrato.

La sentenza farà molto discutere perché è la prima volta in Italia che, seppure in primo grado, una multinazionale viene condannata con la motivazione di essere a conoscenza della propria produzione di prodotti cancerogeni senza prendere le necessarie precauzioni allo scopo di risparmiare sui costi.

Purtroppo per altri stabilimenti, come quello di Rubiera a Reggio Emilia, o di Bagnoli a Napoli, non vi è stata condanna perché è passato troppo tempo ed il reato è prescritto.

Francesca Barzanti

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