Omicidio Lucia Manca: Renzo Dekleva si chiude nel silenzio. La ricostruzione del delitto

Omicidio Lucia Manca: Renzo Dekleva si chiude nel silenzio. La ricostruzione del delitto

VENEZIA, 01 FEBBRAIO – Svolta nelle indagini sull’omicidio Lucia Manca, la bancaria veneziana scomparsa nella notte tra il 6 e 7 luglio 2011, e il cui scheletro fu rinvenuto il 6 ottobre scorso sotto un ponte nel vicentino, sono giunte a una svolta. E’stato arrestato il marito della vittima, Renzo Dekleva, che aveva denunciato la scomparsa della donna.

L’indagine da parte dei carabinieri, coordinati dalla Pm veneziana Francesca Crupi, che ha portato all’arresto di Dekleva è stata particolarmente complicata. Lo stesso Pm aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona a carico d’ignoti.

A dare una prima svolta all’indagine è stato il ritrovamento di uno scontrino dell’autostrada A31, lasciato o dimenticato probabilmente da chi aveva nascosto il cadavere.

Cogollo del Cengio, il luogo dove fu ritrovato il cadavere della donna, era una zona molto conosciuta da Dekleva. La zona è un passaggio obbligato per chi da Mestre vuole raggiungere Folgaria, e proprio qui la famiglia Dekleva aveva uno chalet per le vacanze. Le indagini dei carabinieri si erano concentrate proprio qui, fin dalla denuncia presentata dal marito, ma senza risultato.

Secondo il primo racconto del marito, Lucia Manca sarebbe uscita di casa il 7 luglio per andare a lavoro. Ma quella mattina nessuno l’ha vista.

Il corpo fu trovato nel bosco il 20 ottobre. Dall’esame del Dna arrivò la conferma che si trattava della donna 52enne. I RIS di Parma, che avevano prelevato un campione di Dna dallo smalto dei denti, già poco dopo il ritrovamento del cadavere avevano ipotizzato che si trattasse di Lucia Manca da diverse caratteristiche, come altezza e capigliatura.

Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, aggravato dalle alte temperature raggiunte durante la calura estiva. “Sembrava una specie di mummia” dichiararono i dipendenti comunali che avevano dato l’allarme.

Secondo il primo esame del medico legale sul posto, poteva essere stato abbandonato da non meno di tre settimane e da non più di un anno.

Per gli inquirenti le circostanze sulla scomparsa della donna erano diventate sempre più controverse, tanto quanto il racconto del marito sulla serata precedente alla scomparsa.

Ma durante incessanti colloqui avvenuti in Procura, Dekleva è caduto spesso in contraddizione. Sono allora partite le perquisizioni in casa, nell’auto e il Pc sequestrato.

Tanti gli elementi scaturiti dai riscontri informatici e telematici che hanno permesso di incastrare Dekleva, soprattutto nella tempistica, che consentiva all’uomo il tragitto da Marcon a Cogollo prima della denuncia della scomparsa.

Da tempo sull’uomo gravavano forti sospetti, come il ritrovamento di tracce di saliva della vittima nella propria auto.

Sentito dagli investigatori, Dekleva non avrebbe ancora ammesso nulla. Nella mattinata di domani, presso la sede del comando provinciale dei carabinieri di Venezia, è stata programmata una conferenza stampa con il procuratore della Repubblica di Venezia, Luigi Delfino.

Sabrina Brandone

 

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