Sardegna, giro di sesso e denaro dietro l’arresto del sindaco di Portoscuso

Sardegna, giro di sesso e denaro dietro l’arresto del sindaco di Portoscuso

Emergono nuovi dettagli del giro di sesso e denaro, nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Adriano Puddu, sindaco di Portoscuso , in provincia di Carbonia. Nell’ indagine si parla di corruzione, concussione sessuale, peculato e voto di scambio. Tra le persone coinvolte nel giro di sesso  avvocati, imprenditori della zona e anche un prete, don Antonio Carta.

Adriano Puddu, sindaco di Portoscuso, accusato di corruzione e concussione sessualeCarbonia, 30 Gennaio 2010 – L’interrogatorio di garanzia di Adriano Puddu, il sindaco di Portoscuso arrestato nei giorni scorsi per corruzione e concussione sessuale, è stato fissato per mercoledì nel carcere cagliaritano di Buoncammino, dove l’uomo è rinchiuso.

Attraverso i suoi legali, Puddu ha annunciato che risponderà alle domande del giudice. In queste ore i suoi avvocati stanno studiando le carte per formalizzare un eventuale ricorso al Tribunale del riesame.

Sono quattro le ipotesi di reato su cui la Procura sta operando: corruzione, concussione sessuale, peculato e voto di scambio.

Numerosi i testimoni già ascoltati dal pubblico ministero e dagli investigatori della Forestale, che hanno utilizzato anche delle intercettazioni e il materiale trovato nell’archivio di Adriano Puddu, ritenuto importante per il proseguimento dell’inchiesta.

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In sostanza, il sindaco avrebbe costretto alcune donne a elargire prestazioni sessuali in cambio di aiuti e sussidi pubblici. Si parla di una decina di ragazze, poco più che maggiorenni. I nomi delle ragazze sarebbero sul libro paga dei Servizi sociali del Comune.

“Ricevevano contributi di 150-200 euro al mese, buoni spesa da 50 euro e il rimborso delle spese farmaceutiche. A parte, fuori busta, c’erano ovviamente gli extra: regali in denaro, ma anche inviti a cena e per una, con figli a carico, l’inserimento in un cantiere comunale. In cambio, le ragazze dovevano, quando richiesto, dire di sì”.

Le voci in paese circolano da un po’: “Vivono in case popolari, ma sui balconi ci sono parabole per la tv satellitare. Guidano belle macchine, fanno spesso la manicure, indossano scarpe Hogan, occhialoni da sole e graziosi giubbottini stretti in vita, sfoggiano smartphone all’avanguardia e fanno colazione al bar. Olgettine in chiave sulcitana”.

Secondo l’accusa, il sindaco Adriano Puddu avrebbe usufruito di queste prestazioni, ampliandole anche ad alcuni suoi amici. Sarebbe coinvolto anche un sacerdote, Don Antonio Carta, di 51 anni. La Procura ha poi iscritto nel registro degli indagati, anche l’assessore ai Servizi sociali Serena Galizia.

Sabrina Brandone

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