Macerata, ballerina romena massacrate e sepolta in spiaggia. Il punto sulle indagini

Ferocia bestiale sulla ballerina romena di night: l’hanno finita in spiaggia. Fratture in tutto il corpo. L’arma del delitto, già recuperata dai carabinieri e dai sommozzatori dei Vigili del fuoco, è una spranga di ferro. Si segue la pista dell’omicidio passionale o del raptus.

Omicidio <em>Macerata</em>, ballerina romena Andrea Christina Marin” width=”300″ height=”176″ /><span style=Macerata, 30 Gennaio  2012 – Andrea Christina Marin, ballerina romena di 24 anni, in Italia da un mese appena, è stata “finita” in spiaggia. La donna, uccisa all’alba di venerdì sul lungomare porto potentino, ha avuto una fine orribile: il cranio sfondato, il volto sfigurato, un sacchetto di plastica infilato in testa.

Per i carabinieri e la procura di Macerata, si tratta di un delitto ancora tutto da comprendere. Infatti, nonostante il fermo di quattro persone, si seguono diverse piste. In primis quella dell’omicidio passionale, il raptus di un cliente del night, un regolamento di conti, oppure una vendetta del racket della prostituzione.

Nella giornata di ieri è stata eseguita l’autopsia sul cadavere della donna, all’ospedale di Civitanova, dal medico legale Antonio Tombolini, che in parte confermerebbe il racconto dei quattro indiziati.

L’ora del decesso sarebbe avvenuta quando il corpo della donna, già stordito dal primo violentissimo colpo alla testa, sarebbe stato trascinato per circa duecento metri fino alla spiaggia, dove gli uomini avrebbero “finito” la giovane.

Andrea Christina MarinStando a una prima ricostruzione ipotizzata dagli inquirenti, la giovane sarebbe stata aggredita prima di rincasare nella sua abitazione, un monolocale in una delle palazzine del lungomare di Porto Potenza Picena, a Lido Bello. L’aggressione sarebbe avvenuta nell’ascensore del palazzo, dove sono state trovate macchie di sangue.

Dopo essere stata colpita, la donna è stata portata in spiaggia e lì abbandonata. Nessun segno evidente di violenza sessuale. Gli indagati per l’omicidio sono Silvio Giarmanà di 26 anni, Valentino Carelli di 24, Sebastian Capparucci di 26 e Sandro Carelli di 57 anni.

Con quest’ultimo, Andrea Christina Marin aveva da circa due anni una relazione. Stando alle ricostruzioni non confermate dagli inquirenti, i due si erano lasciati per volontà della donna, che però continuava a chiedere del denaro a Sandro Carelli. L’uomo, sentendosi ricattato, avrebbe commissionato il delitto al figlio Valentino e ai suoi amici, Sebastian Capparucci e Silvio Giarmanà, dietro un compenso di 1.500 euro ciascuno.

Per tutti gli indagati, le accuse sono gravissime: concorso in omicidio volontario, premeditato e per futili motivi, e occultamento di cadavere. In questo momento sono detenuti in carcere a Montacuto. Sono attesi per domani gli interrogatori di garanzia e le convalide dei fermi.

Sabrina Brandone

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