Costa Concordia: il veloce tramonto di De Falco

Costa Concordia: il veloce tramonto di De Falco

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GROSSETO, 30 GENNAIO – Forse sarà ricordato come “l’eroe per un giorno”. Stiamo parlando di De Falco, il capitano della Marineria Livorno, quello che, durante il naufragio della Costa Concordia intimò al telefono a Schettino l’ormai famosissima frase: “toni a bordo cazzo”.

A breve saranno depositati infatti i verbali del suo interrogatorio del faccia a faccia con il GIP dove, a dare credito alle anticipazioni dell’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Schettino il quale comunque fa riferimento solo all’interrogatorio del suo difeso, ci saranno rilevanti novità.

Ricordate l’accusa di De Falco al comandante Schettino di avere cercato di manomettere la scatola nera? Ebbene, a parte il fatto che la stessa era irraggiungibile, De Falco ora fa marcia indietro dicendo che nella concitazione del momento potrebbe avere fatto erroneamente intendere il tentativo mai avvenuto di Schettino.

La Capitaneria di porto di Livorno, quella sera del 13 gennaio, non solo non si accorge che alle ore 21,42 la nave si squarcia, ma addirittura nel registro cronologico degli eventi viene scritto: “ore 22, traffico marittimo regolare”. Chiunque da casa poteva controllare su internet che la Costa Concordia era fuori rotta, ma quelli che per lavoro sarebbero stati tenuti a farlo non si erano accorti di nulla.

Una passeggera della nave, dopo il crollo del soffitto, telefona alla figlia a Prato, la quale telefona ai carabinieri, i quali telefonano alla Capitaneria alle 22,06. La Capitaneria di Livorno risponde che non risultano navi in difficoltà e chiedono di farsi dire il nome preciso della nave. Invece di interrogare i loro sofisticati strumenti, chiedono lumi ai carabinieri, ed alle 22,14 avviene finalmente il contatto con la nave. Se la capitaneria avesse consultato il sistema satellitare, certamente avrebbe fatto scattare subito l’emergenza e si sarebbero salvati più naufraghi.

Rimane certo che il capitano Schettino è un codardo, ma rimane inoltre da spiegare la divulgazione alla stampa degli ordini perentori del De Falco e non le altre telefonate quasi a volere precostituire un alibi per tutte le altre manchevolezze.

Francesca Barzanti

4 Responses to "Costa Concordia: il veloce tramonto di De Falco"

  1. Paolo  2012/01/30 at 21:25

    Finalmente qualcuno capisce la vera storia…..

  2. Zappoli Silvia  2012/01/31 at 10:53

    Vorrei capire come il comandante Schettino viene chiamato codardo…
    ho letto che egli poteva stare su una scialuppa a coordinare i soccorsi senza essere tacciato di aver abbandonato la nave!!!

  3. M  2012/02/01 at 16:22

    De Falco inadempiente, l’ITALIA il paese dei fannulloni

  4. Frank  2012/02/02 at 14:29

    Più o meno erano le stesse cose che mi spiegavano sabato scorso due miei amici esperti di marineria.
    E infatti io ho chiesto (non lo sapevo dato che quel giorno mi trovano all’estero): “Ma stavano dando qualche partita in tv?”

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