Sulla Costa Concordia passeggeri irregolari: il caso della signora ungherese

Sulla Costa Concordia passeggeri irregolari: il caso della signora ungherese

ISOLA DEL GIGLIO, 23 GENNAIO – Continuano ad arrivare, giorno dopo giorno, nuove notizie allarmanti sul tragico naufragio della Costa Concordia avvenuto nella notte del 15 gennaio al largo dell’Isola del Giglio.

L’ambasciata ungherese a Roma ha spedito una mail al Governo Italiano, chiede lumi sulla sorte di una donna di Budapest che avrebbe più volte telefonato ai suoi genitori dalla tolda della Concordia la sera del naufragio.

Il fatto grave è che la signora non risulta fra l’elenco dei morti, dei dispersi e degli scampati. Fino ad oggi l’armatore aveva categoricamente smentito che vi fossero a bordo della Concordia passeggeri irregolari o comunque non registrati, ma la signora ungherese avrebbe raccontato ai suoi genitori di essere salita a bordo ospite di un membro dell’equipaggio, forse un ufficiale.

A questo punto le domande si moltiplicano: era usuale che vi fossero persone a bordo non registrate? E’ possibile che anche membri dell’equipaggio, soprattutto quelli addetti ai lavori più umili, non fossero registrati e addirittura svolgessero la loro attività senza contratto e per pochi dollari al mese? E’ vero che la pratica ’dell’inchino’’, ovvero l’avvicinarsi in modo pericoloso a costa di località turistiche, non era un capriccio del capitano ma una vera pianificazione concordata con l’armatore a scopo di spot pubblicitario?

Ci vorrà ancora tempo, ma quando emergerà un quadro più chiaro forse saranno messe in discussione le conclusioni facili dei primi giorni del naufragio: il capitano Schettino codardo, l’armatore che non sapeva niente, il capitano De Falco eroe..

Francesca Barzanti

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