Naufragio Concordia, il comandante Schettino incastra Costa Crociere

Naufragio Concordia, il comandante Schettino incastra Costa Crociere

GROSSETO, 22 GENNAIO – Schettino – capitano della Costa Concordia naufragata inseguito alla collisione con uno scoglio – durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi martedì 17 gennaio ha detto tutta la verità.

In merito alla questione dell’inchino ha affermato “Costa sapeva perfettamente degli inchini, ovvero dei passaggi sottocosta per salutare i cittadini di quelle zone e i turisti a terra. Sono stati fatti in tutto il mondo anche da me. Anche quando facciamo la penisola sorrentina, Capri. L’annuncio dell’inchino viene stampato la mattina sulle navi”. Dunque il naufragio non sembrerebbe attribuibile ad un eccesso di zelo dell’imputato bensì ad una consuetudine, l’inchino sarebbe un “atto di routine” per le navi appartenenti al gruppo di Costa Crociere.

Altro punto nodale dell’interrogatorio è quello del ritardo dell’annuncio dell’allarme a bordo; Schettino spiega minuziosamente il perché delle sue scelte: “Prima di dare l’emergenza dobbiamo essere sicuri. Non è che posso rimanere con tutta quella gente in acqua, né creare panico che poi la gente mi muore per nulla. Le operazioni sono avvenute dopo che ho avuto tutte le informazioni del fatto che la nave ormai non aveva più galleggiabilità. Perché non è che io posso dire abbiamo un blackout e andiamocene tutti. Un comandante deve stabilire i tempi. Perché se faccio scendere tutti e poi la nave rimane a galla che facciamo”. Il capitano, quindi, temeva di lanciare quello che in gergo si chiama “sad and sorry” ovvero falso allarme perché la compagnia di navigazione, in questo caso, avrebbe dovuto pagare una penale di diecimila euro a passeggero; il suo atteggiamento è imputabile alla volontà di non creare falsi allarmismi e di “proteggere” la società dal pagamento di inutili penali.

Ad un certo punto dell’interrogatorio non parla più Schettino- capitano bensì Schettino- uomo che, mostrandosi in tutta la sua fragilità, afferma “Dovrò convivere tutta la vita con questi morti”.

Il capitano ora è agli arresti domiciliari.

Anna Filannino

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