Naufragio Costa Concordia: Schettino aveva alzato il gomito?

Naufragio Costa Concordia: Schettino aveva alzato il gomito?

PORTO SANTO STEFANO, 20 GENNAIO – A una settimana dalla tragedia del naufragio che ha coinvolto la Costa Concordia con i suoi 4000 passeggeri, tra turisti ed equipaggio, sono ancora poco chiare le circostanze che quella maledetta sera portarono all’affondamento, una delle più grandi navi passeggere dell’armatore Costa Crociere. Voci, testimonianze, pettegolezzi, confessioni, e chi più ne ha più ne metta, si susseguono in questi giorni. Non da ultima è l’importante testimonianza della moldava Domnica Cemortan, 25 anni, che, al momento dell’impatto, sembrerebbe si trovasse all’interno della cabina di comando, insieme al comandante Schettino, al momento dell’impatto con lo scoglio. Errore umano? Distrazione?Oppure una vera e propria dimostrazione e affermazione di sé?

Tutte queste ipotesi sono al vaglio degli inquirenti, ipotesi che si modificano in fretta anche perché, altrettanto in fretta, si susseguono smentite e testimonianze nuove. Come ad esempio la testimonianza di un passeggero, Angelo Fabbri, in merito alla presenza della giovane donna moldava e, anche, allo stato di coscienza del comandante Schettino: “Il comandante era seduto di fronte alla signorina. Era in divisa scura, mentre la giovane indossava un abito nero e aveva le braccia scoperte. I due sono rimasti erano lì alle 21.05. Lo so con certezza perché eravamo seduti nello stesso ristorante. Per ricordo fotografavamo le portate e in quelle immagini è rimasta impressa l’ora”. Il tavolo del comandante era, naturalmente, quello più elegante e sembrerebbe che gli ospiti avessero alzato un po’ il gomito durante la serata: “Ha bevuto un intero decanter di vino e non sarebbe stato in grado di guidare nemmeno una Vespa”.

Immediata è stata la smentita del legale di Schettino, Bruno Leporatti: “E’ un’immane sciocchezza”, si è limitato a dichiarare Leporatti sottolineando inoltre che il comandante, sospeso, proprio ieri, dall’armatore Costa Crociere, riferì correttamente alla compagnia, “come era suo dovere fare”, dell’avvenuto impatto della nave con gli scogli senza sottovalutare nulla. Un aspetto questo -secondo la difesa – che va accertato in fretta, in quanto potrebbe venir dimostrato che Schettino non fece le scelte da solo, ma in accordo con la compagnia decise tempi e modi con cui fronteggiare l’emergenza.

La stessa Domnica Cemortan, in un’intervista, a negare una probabile sbornia da parte di Schettino: “Ma quando? Sulle navi di Costa Crociere ci sono videocamere in ogni angolo. Se beccano qualcuno dell’equipaggio che beve in servizio lo licenziano subito”.

Tra ipotesi, testimonianze dissonanti e voci di corridoio, si attendo i risultati tossicologici sull’ex comandante della Concordia. L’uomo, infatti, si è sottoposto nei giorni scorsi al prelievo di un capello e delle urine, per l’accertamento della presenza di sostanze alcoliche o sostanze stupefacenti nel suo corpo, al momento del naufragio. Negando con forza tale ipotesi, durante il suo interrogatorio di garanzia, Schettino ha acconsentito alla richiesta di esame tossicologico affermando: “Fate pure, non ho niente da nascondere”.

Non resta che aspettare la conferma o la smentita ufficiale.

Federica Palmisano

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