Melania Rea: la Cassazione non ha dubbi “Parolisi pericoloso”

TERAMO, 19 GENNAIO – Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea avvenuto il 18 aprile dello scorso anno in un boschetto di Ripe di Civitella a Teramo, il 28 Novembre scorso ha ricevuto un secco rifiuto dalla Cassazione riguardo alla richiesta del suo avvocato di scarcerare il caporalmaggiore.

Oggi abbiamo anche le motivazioni che hanno portato la Cassazione a prendere questa decisione: Parolisi è “di una pericolosità sia specifica sia processuale che criminale desumibile , oltre che dalla particolare gravità ed efferatezza del delitto contestato, anche dal depistaggio posto in essere successivamente” scrive infatti la Prima sezione penale della Cassazione.

Parolisi quindi pericoloso ma anche e soprattutto senza un alibi, poiché le dichiarazioni fornite dal caporalmaggiore non possono considerarsi tali: “non sembra seriamente confutabile che a tali dichiarazioni dell’imputato, in quanto dirette a sostenere che all’ora in cui si assume che il reato sia stato commesso egli si trovasse ‘altrovè, in tutt’altra località, possa, a ragione, attribuirsi il significato dell’indicazione di un alibi” scrivono i giudici supremi.

In particolare poi la Cassazione, d’accordo con il Tribunale del Riesame dell’Aquila dello scorso 22 agosto, attribuisce un valore indiziante alle dichiarazioni fatte dal Parolisi sugli spostamenti suoi e della moglie Melania il giorno dell’omicidio, non mancando poi di far notare come “la versione fornita dall’imputato sugli spostamenti suoi e della moglie nella giornata del 18 aprile sia rimasta sostanzialmente costante nel tempo, venendo confermata anche in sedi extraprocessuali..”.

Francesca Barzanti

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