Costa Concordia: più di 4000 naufraghi ognuno con una storia da raccontare

Costa Concordia: più di 4000 naufraghi ognuno con una storia da raccontare

PORTO SANTO STEFANO, 18 GENNAIO – I naufraghi del Costa Concordia, quelli che ce l’hanno fatta, quelli che sono morti sommersi dall’acqua, e quelli che, per caso e per fortuna, avevano il biglietto in mano ma non sono mai partiti.

C’era chi la crociera l’aveva vinta con un biglietto della lotteria, come Franchina di Fraia che aveva invitato anche la sua migliore amica Giuliana Sotgiu a farle compagnia. La notte del 15 gennaio le due amiche erano al ristorante della nave quando una telefonata del fratello Enzo ha raggiunto Franchina: “la nave si è incagliata, uscite subito sul ponte”. Franchina e Giuliana hanno obbedito e sono state fra le prime a salvarsi.

C’era anche chi sulla Concordia ci lavorava, come Tommaso Castillo un peruviano di 49 anni che si era laureato ma non trovava lavoro e così come tanti extracomunitari lavorava a contratto sulle navi. Sua madre non conosceva la sua occupazione, lui le raccontava solo che si occupava dei passeggeri e di certo non le diceva che, quando saliva in nave, il capitano gli ritirava i documenti per assicurarsi che non sarebbe fuggito. Tommaso purtroppo non ha mai toccato la terra ferma.

E poi c’era anche chi, come Raffaella, parrucchiera di Rimini, era stata indecisa fino all’ultimo se salire o meno sulla Costa Concordia. Certo era difficile resistere all’invito a fare parte del casting per duecento fortunate parrucchiere selezionate in tutto il paese, senza ciontare poi che le trenta finaliste sarebbero andate in tv. Ma Raffaella, chissà perché, alla fine ha deciso di non imbarcarsi ed ora è salva.

Francesca Barzanti

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