Roberto Straccia: nuovo video e nuovi misteri

Roberto Straccia: nuovo video e nuovi misteri

PESCARA, 13 GENNAIO – Qual è il mistero che avvolge la scomparsa, la morte e il ritrovamento in mare del povero Roberto Straccia? Che ci faceva vicino al mare? Scappava da qualcuno, da qualcosa, è stato un suicidio o è stato ucciso? Finora l’unica certezza del caso è appunto l’appartenenza del cadavere ritrovato sul molo di Bari al giovane.

Le risposte si avranno tutte dai riscontri dell’esame autoptico,  che finora ha accertato solo la morte avvenuta in pochi secondi direttamente in mare.  Non sono state riscontrate invece fratture causate da una caduta e segni di violenza dovuti ad una presunta aggressione o ad una colluttazione.

Ora, però, per avere certezze sulle cause del decesso, bisognerà attendere gli esiti dell’esame tossicologico e quindi capire se negli organi del ragazzo ci sia la presenza di sostanze psicotrope, venefiche o alcoliche. Lo psichiatra criminologo Alessandro Meluzzi, che fa parte del pool di superperiti che affianca la famiglia nelle indagini, precisa che il ragazzo non assumeva farmaci all’infuori di alcuni antidolorifici come il Moment e il Brufen, che gli erano stati prescritti nei giorni precedenti alla sua scomparsa per un infiammazione al ginocchio. «Non sono farmaci che possono ridurre un giovane all’incoscienza — dice — e quindi non è escluso che possa essere stato narcotizzato da qualcuno e poi gettato in mare lontano dalla riva. Il fondale a Pescara è molto basso ed è quasi impossibile che Roberto possa essere svenuto sul bagnasciuga e poi risucchiato dal mare senza che nessuno abbia visto nulla».

Alimentata quindi l’idea del suicidio, anche se la famiglia continua a dichiarare di non credere a questa versione e che cercherà giustizia per il loro caro. Meluzzi  dopo i primi esiti dell’autopsia propende più per l’omicidio, ritenendo piuttosto remota l’ipotesi del suicidio: «La presenza di poca acqua nei polmoni sta a significare che Roberto è caduto o è stato gettato in mare in stato di incoscienza. Se fosse stato lucido, l’agitazione e l’adrenalina avrebbero aumentato la frequenza respiratoria e la quantità d’acqua nei polmoni sarebbe stata notevolmente superiore. E’ ipotizzabile quindi uno stato di narcosi, le cui cause sono da chiarire».

Mistero sempre più fitto, caratterizzato nelle ultime ore anche dalla presa visione da parte degli inquirenti di nuovi video, nel quale apparirebbe Roberto. Mentre correva ha imboccato il ponte del mare a Pescara. Il 24enne infatti è stato ripreso dalla telecamera di un’azienda. Nella registrazione si vede chiaramente lo studente da lontano. I carabinieri del reparto operativo di Pescara hanno esaminato e consegnato al pm.

Ma c’è di più, perché nel filmato si vedono anche altre due persone che presumibilmente correvano nella stessa zona dello studente, quasi come se lo seguissero. Quindi almeno una certezza c’è:Roberto Straccia è davvero passato sopra quel ponte, ma chi sono le altre due persone che si vedono nel filmato?

Un puzzle sempre più complesso, ma che tutti sperano di ricomporre per fare giustizia intorno a questo caso, per Roberto e per la sua famiglia.

Alessandra Scarciglia

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