Sarah Scazzi, domani riprende il processo. Misseri sempre protagonista

TARANTO, 9 GENNAIO – Domani riprende il processo Scazzi e naturalmente Michele Misseri, perno centrale del caso, non ha perso occasione per parlare. Ha ribadito la sua colpevolezza, anzi ha minacciato gesti estremi.

“Nessuno mi vuole credere. Però l’ho detto cosa farò: io quando parlo di Sarah e dico che mi faccio giustizia da solo, dico che la faccio finita. Poi voglio vedere se riescono a trovarmi. Io non riesco ad andare avanti”. Queste le parole di Michele Misseri in collegamento telefonico a Tgcom24. “Se le due innocenti non escono di prigione – ha detto ancora Misseri – per me è finita, io andrò in un pozzo ma poi voglio vedere se saranno bravi a trovarmi”.

Il solito Zio Michele, che raccontato e confuso, ribadito e denunciato e intorno al quale gira tutto il processo. Attualmente, scarcerato, è accusato “solo” di occultamento di cadavere. Praticamente sarebbe entrato in scena in un secondo momento, nonostante abbia raccontato dettagliatamente cosa sarebbe successo quel 26 agosto maledetto.

“Il trattore non partiva, lui ha iniziato a bestemmiare, Sarah è scesa per chiedergli cosa succedeva, lo ha infastidito, lui l’ha sollevata per spostarla, lei gli ha tirato un calcio «nelle parti deboli». Così «sono saltati tutti i nervi»: ha preso una corda e gliel’ha stretta al collo, da solo. Eppure la sua deposizione non ha convinto. Per il giudice è risultato parzialmente credibile solo quando ha detto di avere gettato il corpo della nipote nel pozzo.

Starebbe quindi coprendo la figlia Sabrina, colpevole insieme alla mamma, secondo le indagini svolte finora del reale omicidio della piccola. Colpevole di essere troppo gelosa, di aver paura che le portasse via il suo Ivano, che considerava un dio.

Alessandra Scarciglia

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