Monti presenta il decreto salva-Italia: “Sacrifici forti ma indispensabili”

ROMA, 6 DICEMBRE – Una giornata all’insegna delle dichiarazioni pubbliche quella affrontata oggi dal presidente del consiglio Monti, appena insediato e già impegnato nel compito di rendere conto dei progressi dello sforzo a cui è stato chiamato: traghettare il Paese oltre la crisi economica che sta stringendolo in una morsa, allontanare l’Italia dal baratro insomma.

Presentare la nuova manovra economica elaborata ed approvata dal consiglio dei ministri di fresca nomina è il primo passo del commissario su questa strada, cercando allo stesso tempo di rassicurare gli osservatori dall’estero, Europa in particolare, oltre che i cittadini; preparando quest’ultimi alla durezza dei provvedimenti compresi nel cosiddetto decreto salva- Italia, giustificare anche in qualche modo la durezza di questi provvedimenti, già definiti da più parte come draconiani.

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Si dice sicuro, rivolgendosi alla stampa estera, che l’Italia non fallirà questa prova, complice anche il fatto che il Parlamento non può creare impedimenti al governo più di quanto accada altrove; lo scopo della manovra, sottolinea più volte il commissario, è innanzitutto salvare l’Italia, ragione sufficiente a giustificare l’asprezza della nuova manovra, senza la quale il Paese sarebbe destinato a seguire il cammino della Grecia, destino che si vuole evitare ad ogni costo: “Abbiamo la stretta necessità e la profonda convinzione di salvare l’Italia in modo che tutti contribuiscano a questo sforzo” queste le parole di Monti.

Un percorso duro ma allo stesso tempo lineare e diretto quello prospettato dal presidente del consiglio nel rivolgersi alla Camera, che fa della riduzione del debito pubblico lo scopo principale, prioritario; uno scopo da cui non si può deviare, pena vedere il Paese percorrere la stessa china discendente già imboccata dalla Grecia appunto; assolutamente improponibile comunque secondo Monti pensare che l’Italia possa sopravvivere fuori dall’Euro, anzi si spinge ad affermare: “Il futuro dell’Euro dipende anche dalle nostre scelte. Se non invertiamo la spirale di crescita del debito le conseguenze sarebbero drammatiche fino a giungere a mettere a rischio la stessa sopravvivenza della moneta unica”. Non tenta minimamente di indorare la pillola comunque, cosciente che i sacrifici richiesti dalle nuove disposizioni saranno pesanti, per quanto aggiunga che si tratterà comunque di sacrifci temporanei e circoscritti nel tempo, oltre che equamente suddivisi in modo da gravare allo stesso modo su tutti i cittadini. La causa scatenante della situazione contingente viene poi individuata da Monti più che nella semplice crisi finanziaria, nelle mancate riforme di questi anni, riforme che avrebbero a suo dire impedito si arrivasse a questo punto; si dice nettamente convinto, e con lui il nuovo governo al completo, della necessità di superare la logica delle provincie, affermando di essere intenzionato ad appoggiare qualsiasi iniziativa parlamentare in tal senso; fiducioso infine della ripresa futura, portando a testimoni la risposta positiva dello spread dacchè ieri il governo ha deliberato riguardo alla manovra, oltre che l’approvazione già pubblicamente espressa da politici europei come il primo ministro dei Paesi Bassi Mark Rutte, che in occasione dell’incontro con il premier italiano a palazzo Chigi si è detto “sorpreso ed impressionato” dalle misure varate dal governo con tanta rapidità, auspicando che siano applicate quanto prima, sottolineando come siano pensate per risolvere definitivamente la crisi, evitando ricadute future a breve termine, concetto che lo stesso Monti ha ribadito nel suo discorso alle Camere, infine augurandosi che i trasgressori vengano sanzionati onde evitare una perdita d’efficacia delle stesse.

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Scarso entusiasmo dai banchi del Parlamento: Berlusconi, a cui Monti si è rivolto direttamente ad inizio discorso per porgergli saluto guadagnandosi un applauso generale, si è detto dubbioso riguardo alla possibilità che la manovra possa essere approvata senza passare un voto di fiducia, preannunciando ai giornalisti che su alcune disposizioni da parte del Pdl non c’è assolutamente apertura, per quanto sia necessario che la manovra passi a causa della situazione contingente; sulla stessa lunghezza d’onda Casini, che non ha avuto remore a dichiararlo pubblicamente; Di Pietro dal canto suo non ha esitato a schierarsi decisamente contro, proclamando che il suo raggruppamento si schiererà compatto contro e definendo il decreto “iniquo ed ingiusto, da riscrivere in Parlamento”.

Matteo Borile

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