Rachida Radi, uccisa a martellate perché voleva essere libera

REGGIO EMILIA, 26 NOVEMBRE – “La marocchina uccisa a martellate perché si stava convertendo al cattolicesimo si va ad aggiungere a quelle martiri della libertà contro l’oscurantismo, un’altra vittima dell’integralismo di matrice islamica. Quanto è avvenuto in provincia di Reggio Emilia ci fa tornare alla mente Hina Saleem a Brescia, Sanaa Dafani a Pordenone, Begm Shnez a Modena e ora Rachida Radi. Un lungo elenco di donne uccise brutalmente perché volevano essere libere.

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“Solo ieri – prosegue Bertolini – celebravamo giustamente, in tutta Italia, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Siamo di fronte all’ennesimo caso inquietante, che conferma come il cancro dell’ideologia e del fanatismo, che nega dignità alle donne, sia diffuso e nascosto all’interno della nostra società e guida la mano anche di stranieri apparentemente integrati. Violenze fisiche, matrimoni imposti, poligamia rappresentano la triste quotidianità per tante donne islamiche che vivono in Italia. Non possiamo permettere cose del genere se non vogliamo il ritorno di un oscurantismo medioevale, che trascinerebbe nella barbarie anche il nostro Paese, patria del diritto.

“Per questo ho presentato all’inizio della legislatura un progetto di legge per chiedere l ‘istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione delle donne di origine extracomunitaria presenti in Italia. Con questa Commissione di indagine, potremmo individuare gli interventi da assumere, sia a livello centrale che periferico, per circoscrivere questi veri e propri drammi che la cronaca quotidiana – conclude l’onorevole del PDl – pone di fronte alle nostre coscienze. Non c’è più tempo da perdere”.

Redazione

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