Bologna, infermiera lavora 6 giorni in 9 anni. Domiciliari per una dipendente del Sant’Orsola

Bologna, infermiera lavora 6 giorni in 9 anni. Domiciliari per una dipendente del Sant’Orsola

BOLOGNA, 23 NOVEMBRE – “Chi non lavora non fa l’amore…”, così cantava qualche decennio fa il noto cantautore italiano Adriano Celentano. In questo caso, il non lavoro può costare addirittura la libertà. Accade a una dipendente del Sant’Orsola, arrestata stamane, perché in 9 anni di contratto di lavoro, si è presentata in ospedale, per svolgere le sue mansioni, solo per 6 giorni. I motivi? Alternanza tra lunghi periodi di malattia e ben due maternità a rischio. Solo che la donna non ha mai avuto figli e su i presunti periodi di malattia si stanno compiendo ulteriori accertamenti.

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L’indagine, condotte dai carabinieri del Nas e ribatteza “Figli mai nati”, ha evidenziato che la donna, assunta dal nosocomio bolognese come operatrice tecnica, in nove anni ha prodotto certificati di maternità a rischio, firmati da medici del consultorio familiare e dell’Ospedale Maggiore di Bologna, senza mai sottoporsi a esami specifici che accertassero l’effettivo stato di gravidanza. Inoltre, tra il 2004 e il 2009, la donna avrebbe prodotto falsi certificati di nascita e avrebbe usufruito anche dei benefici di detrazione d’imposta per figli a carico prevista dalla tipologia del suo contratto.

Per questi motivi, per la donna sono scattate le manette, su ordine del gip di Bologna Alberto Gamberini, richiesta dal pm Claudio Santangelo, e le sono stati costatati i reati per truffa aggravata ai danni di enti pubblici e il falso ideologico in documentazione pubblica. Il danno erariale, secondo gli inquirenti, ammonterebbe a circa 33.117 euro. E pensare che oggi, invece, c’è chi farebbe certificati falsi per poter avere un posto di lavoro serio.

Federica Palmisano

 

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