Piazza Tahrir, terzo giorno di guerra civile. Ritorno di fiamma nell’autunno egiziano

CAIRO, 22 NOVEMBRELe premesse disattese del nuovo corso egiziano infiammano di nuovo gli attivisti della primavera araba.

Tornano a farsi roventi le piazze dell’autunno arabo. Il popolo egiziano è tornato nelle piazze per rivendicare il nuovo corso della politica egiziana che per loro stenta a decollare. 4000 agenti in tenuta antisommossa hanno respinto i manifestanti con una pioggia di lacrimogeni mentre in città cominciavano a levarsi da più parti le lingue dei fuochi appiccati.

[ad#Google Adsense][ad#HTML-1]

3 giorni di scontri hanno preteso comunque un tributo anche in proiettili e lasciato sul terreno 1500 feriti e 40 morti ma sono solo stime provvisorie, evidentemente destinate a crescere. Per l’attuale responsabile della sicurezza pubblica del ministero degli interni egiziano, Sami Sidhom, le persone scese in piazza non sarebbero identificabili come attivisti politici in protesta ma come delinquenti comuni.

A quanto pare le tensioni sono salite in viste delle prossime elezioni che avranno luogo in differenti fasi dal novembre 2011 al marzo 2012 consegnando il paese nelle mani di rappresentati democraticamente eletti dopo anni di regime dell’ex presidente Mubarak.

La fase di lunga transizione che vede coinvolto l’Egitto ha logorato il rapporto tra manifestanti e militari che nella scorsa primavera agevolavano vicendevolmente il processo di democratizzazione del paese. Tutto ciò rende bene l’idea di come il cammino verso la democrazia non sia mai completamente indolore, e come in un paese ad essa disabituato i fuochi del dissenso, una volta accesi, non siano così semplici da estinguere.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Wzvj4TBLX5k[/youtube]

Luca Brandetti

APPRFONDIMENTI  Dove sposarsi in Riviera Romagnola: tre destinazioni da sogno

Leave a Reply

Your email address will not be published.